Questa è la vita che ci viene promessa: il
Signore ci farà accomodare a tavola e si
metterà a servirci.
S. Agostino, Discorso 104, 6
PRIMA LETTURA
Come punisti gli avversari, così glorificasti noi, chiamandoci a te.
SALMO RESPONSORIALE
Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità. R/.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. R/.
L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo. R/.
SECONDA LETTURA
Aspettava la città il cui architetto e costruttore è Dio stesso.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Anche voi tenetevi pronti.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Gesù rivela la volontà del Padre
di donare il suo regno con le ricchezze della sua grazia
a coloro che lo seguono nella piccolezza e nell’umiltà.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia. (v. 16)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 10, 1-39
Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute. (vv. 27-28a)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 5, 1-12
Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. (v. 3)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 11, 25-30
In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli”. (v. 25)
DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 10, 13-16
In verità vi dico: “Chi non accoglie il Regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”. (v. 15)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 26-56
Il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. (vv. 47-48a)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 5, 5-12
Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili. (v. 5b)
SALMO 149
Il Signore … incorona gli umili di vittoria. (v. 4)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 66, 1-24
Su chi volgerò lo sguardo? Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito e su chi teme la mia parola. (vv. 2b)
DAL LIBRO DEL PROFETA SOFONIA, CAP. 3, 9-20
Farò restare in mezzo a te un popolo umile e povero; confiderà nel nome del Signore il resto d’Israele. (vv. 12-13a)
COMMENTO PATRISTICO
PIER CRISOLOGO
Dall’Omelia 22, passim
Vengono stabiliti sempre dei premi per coloro cui si propongono duri cimenti, e, in rapporto all’importanza della gara, si propone un premio importante. Perciò Cristo pone quale premio per i suoi discepoli il regno, perché nel cimento non cedano ai pericoli e al timore. Disprezza i pericoli chi tende al regno; non sa temere chi brama la vittoria. Non temere, dice, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno. Piccolo gregge per il mondo, grande per Dio; piccolo, perché chiama gloriosi quelli che educa all’innocenza delle pecore e alla mansuetudine cristiana. Piccolo gregge significa non ridursi così, da grande che era, ma crescere, mentre prima era piccolo. Piccolo gregge: così definisce l’infanzia della Chiesa nascente, che promette che giungerà tosto alla gloria del suo regno mediante gli accrescimenti celesti. Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno.
Aggiunse che cosa debbano fare quelli destinati a regnare: Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile in cielo. Vendete ciò che possedete. Non può dominare su tutte le cose se non chi non è posseduto dai propri beni. Ha un animo terra terra chi pensa al patrimonio mentre è chiamato al regno. Un animo depresso antepone un volgare gruzzolo a tesori regali.
È una meschina intelligenza quella che, vegliando su ben modesti beni, perde quelli di grande valore e che, agognando ai beni temporali, trascura quelli eterni. Vendete, dice, ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchieranno, un tesoro inesauribile in cielo. Uomo, con tale ammonimento Cristo ha voluto arricchirti, non spogliarti; ha voluto che i tuoi beni ti rimanessero, non che andassero perduti; ha ordinato che le borse fossero perenni, non che fossero vuotate; ti ha comandato di trasferire i tuoi beni, non di mandarli alla malora.
Un tesoro inesauribile in cielo, dove il ladro non arriva e la tignola non divora. Agisce più con l’intenzione di un padre che secondo i diritti di un sovrano. Ti chiede, ammonendoti, perché tu nasconda i tuoi beni tra le insidie dei predoni e i morsi delle tignole.
Sei ammonito a non procurarti tu stesso notti di veglia, giorni di ansia, tempi di preoccupazione. Chi custodisce oro, chi conserva l’argento non ha sicurezza, ha perduto la pace – perché perde la pace colui che non ha sicurezza –, egli è ricco di pena, non di sostanze. Un tesoro inesauribile in cielo. È come dire: ponetelo dove sono io; datemelo, io lo custodisco. Uomo, dallo al Padre, affidalo a Dio, poiché il Padre non negherà all’erede ciò che gli è stato affidato e Dio non lo negherà all’uomo. Non può tenere i tuoi beni chi ha dato i propri. Ha forse bisogno di beni umani chi elargisce quelli divini? O desidera forse i nostri beni chi ci ha fatto erede dei suoi? Certamente, che cosa negherà a coloro cui ha dato un regno? Uomo, se devi restare qui, conserva qui ciò che ti appartiene; se devi andare lassù, perché lasci qui ciò che è tuo? Chi custodisce ciò che deve lasciare, è custode di beni altrui, non dei propri.
Se in questa vita, nella quale siamo stranieri e viviamo, provoca un certo dispiacere essere povero per qualche tempo, che cosa è essere triste, inonorato nella patria eterna? …
Anche voi, simili agli uomini che attendono il loro padrone, quando torna dalle nozze. Da quando Cristo è venuto per sposare la sua Chiesa, si adorna il talamo della sposa, si adorna con l’oro della fede, con l’argento della sapienza, con le gemme delle virtù, con i veli della santità, con le rose della verecondia, con i gigli della castità, con le viole del pudore e il tempio della pudicizia viene elevato in alto nel cielo, al fastigio della verginità. Non mancano le cetre dei salmi, gli organi profetici, le voci degli apostoli, tutte le musiche delle nozze celesti.
È veramente schiavo del sonno chi, in mezzo a tale e tanto clamore, non si sveglia per le nozze del re divino.
Anche voi, simili agli uomini che attendono il loro padrone, quando torna dalle nozze, affinché, quando verrà e busserà alla porta, tosto gli apriate.
Venendo bussa ai cuori: chi ha una buona coscienza, apre, chi l’ha cattiva, chiude; l’animo giusto si apre al premio, l’ingiusto, perché non ha meriti, si chiude. Vegliamo dunque, dilettissimi, per ottenere la beatitudine seguente: Beati quei servi che, quando verrà, troverà vigilanti!
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