18.a Domenica del T.O. – C

Vuoi essere ricco davanti a Dio? Da’ a Dio.
S. Agostino, Discorso 107/A, 7

PRIMA LETTURA
Quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica?
Qo 1,2;2,21-23
SALMO RESPONSORIALE
R/. Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Sal 89
SECONDA LETTURA
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo.
Col 3,1-5.9-11
CANTO AL VANGELO
(Mt 5,3)

VANGELO
Quello che hai preparato, di chi sarà?
Lc 12,13-21
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

PERCORSO ESEGETICO

Il cuore insipiente
di chi non è ancora diventato discepolo del regno dei cieli
cerca Dio per la sua potenza e la sua autorità
affinché la ponga a servizio dei propri desideri
e realizzi i propri criteri di giustizia.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 1-29
Gesù rispose: “In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati”. (v. 26)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 4, 1-30
Ma egli [Gesù] rispose: “Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao, fàllo anche qui, nella tua patria!”. (v. 23)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 23, 35-43
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!”. (v. 39)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 19, 11-20
Alcuni esorcisti ambulanti giudei si provarono a invocare anch’essi il nome del Signore Gesù sopra quanti avevano spiriti cattivi, dicendo: “Vi scongiuro per quel Gesù che Paolo predica”. (v. 13)

DALLA LETTERA DI S. GIACOMO APOSTOLO, CAP. 4, 1-12
Bramate e non riuscite a possedere e uccidete; invidiate e non riuscite ad ottenere, combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri. (vv. 2-3)

DAL LIBRO DEI NUMERI, CAP. 22-24
Balak … mandò messaggeri a Balaam … per chiamarlo e dirgli: “Ecco un popolo è uscito dall’Egitto; ricopre la terra e si è stabilito di fronte a me; ora dunque, vieni e maledicimi questo popolo; poiché è troppo potente per me; forse così riusciremo a sconfiggerlo”. (vv. 22, 5-6b)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 1, 1- 15
I ragionamenti tortuosi allontanano da Dio; l’onnipotenza, messa alla prova, caccia gli stolti. (v. 3)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 107/A 1-2

Il Signore non vuole che noi abbiamo la cupidigia del mondo. Nessuno dunque dica: Cerco il mio; non l’altrui. Guardatevi da ogni specie di cupidigia.

Se amerai troppo i tuoi beni che possono perire, perderai davvero i tuoi beni che non possono perire.

“Io – dici – non voglio né perdere ciò ch’è mio né prendere ciò che è di altri”. Una simile scusa è segno d’una certa cupidità, non è un vanto della carità.

Della carità è stato detto: Non va in cerca dei propri interessi, ma di quelli degli altri (1 Cor 13, 5).

Non cerca i propri vantaggi ma cerca la salvezza dei fratelli. Poiché anche costui che pregò il Signore d’interporsi come arbitro, se avete fatto attenzione, se lo avete capito bene, andava in cerca dei propri interessi, non di quelli altrui. Suo fratello infatti aveva preso per sé tutto il patrimonio e non aveva dato la parte dovuta al fratello. Egli vide il Signore giusto; non poteva trovare un giudice migliore e gli si rivolse perché facesse da giudice e disse: Signore, di’, a mio fratello di spartire con me l’eredità. Che cosa c’è di più giusto? “Si prenda la sua parte e mi dia la mia! Né tutto io, né tutto lui, poiché siamo fratelli”. E dire che le stesse sostanze che cercavano di spartire le avrebbero possedute sempre intere, se fossero vissuti d’accordo. Tutto ciò che si divide, diminuisce.

Se fossero stati concordi nella loro famiglia come lo erano stati durante la vita del loro padre, avrebbero posseduto ciascuno di essi anche l’intero patrimonio. … Gli pareva dunque d’avere un desiderio giusto poiché cercava la propria parte, non bramava l’altrui; confidando quindi nella giustizia della propria causa, chiamò a fare da arbitro il giudice giusto. Ma che gli rispose il giudice giusto?

Dimmi, o uomo – poiché non ti lasci guidare dallo spirito di Dio ma dall’egoismo umano – chi mi ha costituito mediatore nella divisione dei vostri beni? Rifiutò ciò che gli era stato chiesto ma diede più di quanto rifiutò di dare. Quel tale gli aveva chiesto una sentenza riguardo alla spartizione dell’eredità; egli invece gli diede il consiglio di non avere la cupidità.

“Perché vai in cerca d’una fattoria? Perché vai in cerca della terra? Perché ricerchi la tua parte? Se non avrai la cupidigia, avrai tutto!”. Vedete voi che siete avidi, colui che non aveva la cupidigia, e che ha detto: Siamo come persone che non hanno nulla eppure possiedono tutto (2 Cor 6, 10). …

Infine ci viene presentato un non so quale ricco per mettere in guardia da ogni avidità. Che significa da “ogni”? Anche dai beni che si dicono tuoi. Ci viene presentato un ricco al quale erano venute in eredità delle terre, cioè aveva in campagna i suoi possedimenti; gli erano venuti abbondanti raccolti; un buon esito infatti si chiama prosperità. Allora si mise a ragionare tra sé, dicendo quel che avete udito durante la lettura del Vangelo: Che cosa farò, dove radunerò i miei raccolti? Non aveva il posto dove metterli.

Erano troppi. Si sentiva alle strette a causa dell’abbondanza, non della mancanza. Quanto era infelice, dal momento ch’era turbato non dalla povertà ma dall’abbondanza! Gli pareva di non aver un locale ove riporre i raccolti per non perdere nulla. E gli sembrò di aver trovato un progetto molto utile. Ho trovato – disse – che cosa fare. Demolirò i vecchi magazzini e ne costruirò altri più spaziosi e li riempirò; allora potrò dire a me stesso: Ora hai molte provviste per molti anni: Riposati, mangia, bevi, datti alla bella vita. Ma Dio gli disse: Stolto, ti pare d’essere saggio perché hai trovato il progetto di abbattere magazzini poco spaziosi e di costruirne di più grandi? Sei stolto per il fatto che ti sembra d’essere saggio. Perché hai agito così, dicendo a te stesso: Hai molte provviste per molti anni? Questa notte ti sarà richiesta la tua vita, dove sono i lunghi anni? Questa notte ti sarà richiesta la tua vita. Di chi saranno le provviste che hai preparate? Non ti turbi forse inutilmente? Accumuli tesori senza saper per chi li raduni.

Non aveva locali ove riporre i raccolti! E dov’erano i poveri? Ciò che la strettezza dei tuoi magazzini non poteva più ricevere, l’avrebbe potuto ricevere uno dei tuoi fratelli, l’avrebbe potuto ricevere il tuo Signore che dice: Quando avete fatto ciò a uno dei più piccoli dei miei fratelli, lo avete fatto a me (Mt 25, 40). Affidi i tuoi raccolti ai magazzini e forse non li perderai? Li trasferisci in cielo e forse li perderai?

Non hai dove riporli? Fa’ l’elemosina e aspetta che ti venga restituita. Tu la riponi nella mano del povero, la riceverai dalla mano del Ricco. Ciò che non riesci a mettere in un magazzino, chi te l’ha dato? Colui che te l’ha dato vuol ricevere qualcosa di quel che ti ha dato. È povero e ti chiede l’elemosina Colui che ti ha creato. Se egli ha bisogno dei tuoi beni e te li chiede, dagli qualcosa di ciò che hai. È vero, tu hai dei frutti terreni, ma hai forse la vita eterna? Quanto grande proprietà è essa! Quanto poco costa! Volete saper quanto costa? È tale possedimento la vita eterna, tale possedimento che quando vi giungerai – o stolto, che fai i tuoi calcoli sulla terra e perderai il cielo! – quando cioè arriverai a tale possesso, non potrai andar via, ma lo possederai anche in perpetuo e senza alcun termine. Tu vedi quanto è grande.

Considera adesso quanto costa poco. Vale quanto non entra nei tuoi magazzini, poiché non lo possono ricevere, poiché sono strapieni e perciò ne vuoi costruire di più ampi. Che dire poi? Quanto è il prezzo del possedimento? Supponi che venisse dato ai poveri come a dei facchini. Sai bene infatti e vedi che coloro ai quali tu dai, camminano sulla terra.

Ciò che dai loro lo portano in cielo, e quando lo avranno portato in cielo, non riceverai quello che darai, poiché invece dei beni terreni riceverai quelli celesti, invece dei beni mortali quelli immortali, al posto dei beni temporali quelli eterni. Se tu dessi a interesse e invece di tanto argento ricevessi tant’oro, per esempio invece d’una libbra d’argento una libbra d’oro, chi sarebbe più ricco di te? Sapresti trattenerti dalla gioia allorché ti fosse possibile realizzare tanti interessi? Di che specie sarebbe questa operazione finanziaria? Vedi che cosa dai e che cosa riceverai.

Dai ciò che quaggiù dovrai abbandonare, riceverai ciò che non potrai perdere mai. Poiché tu dai ciò da cui non dipende la tua vita – ecco perché il Signore, se avete fatto attenzione, nello stesso passo del Vangelo, dice: La vita d’un individuo non dipende dall’abbondanza dei suoi beni – e lo dai per ricevere la possibilità di vivere sempre.

Vedi

Download diretto

FileDimensione del file
pdf R_18-TO-C-2022125 KB
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online