17.a Domenica del T.O. – C

17.a Domenica del T.O. – C

Che cosa sono questi tre pani, se non l’alimento
proprio del mistero celeste? E se
tu ami il Signore Dio tuo, potrai meritarli
non solo per te, ma anche per gli altri.
E chi è maggiormente Amico di colui
che per noi ha dato il proprio corpo?
S. Ambrogio, Esp. del Vang. sec. Luca VII, 87

PRIMA LETTURA
Non si adiri il mio Signore, se parlo.
Gen 18,20-32
SALMO RESPONSORIALE
Sal 137
SECONDA LETTURA
Con lui Dio ha dato vita anche a voi, perdonando tutte le colpe.
Col 2,12-14
CANTO AL VANGELO
(Rm 8,15)
VANGELO
Chiedete e vi sarà dato.
Lc 11,1-13
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

È figlio chi non desidera altro che la gloria del Padre
e ama con cuore ardente che tutto
sia sapientemente ordinato
dalla sua volontà sovrana.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 8, 31-59
Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca e giudica. (v. 50)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 12, 20-36
Se rimarrete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà dato. (v. 7)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 5, 13-16
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli. (v. 16)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 26-38
Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. (v. 38)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 1, 3-14
In lui siamo stati fatti anche eredi … perché noi fossimo a lode della sua gloria, noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo. (vv. 11-12)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 4, 7-11
Chi parla, lo faccia come con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l’energia ricevuta da Dio, perché in tutto venga glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartiene la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen! (v. 11)

SALMO 115 (113B)
Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome dà gloria, per la tua fedeltà, per la tua grazia. (v. 1)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 9
Dio dei padri e Signore di misericordia … dammi la sapienza … Essa infatti tutto conosce e tutto comprende, e mi guiderà prudentemente nelle mie azioni e mi proteggerà con la sua gloria. (vv. 1a. 4a. 11)

DAL LIBRO DEI GIUDICI, CAP. 11, 29-40
Padre mio, se hai dato la tua parola al Signore, fa’ di me secondo quanto è uscito dalla tua bocca. (v. 36)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 61

Parabola dell’amico importuno.

Andò – dice il Signore – da un suo amico un tale, dal quale era giunto un amico di passaggio, e cominciò a bussare e a dire: “È giunto da me un amico di passaggio; imprestami tre pani”. Ma l’altro gli rispose: “Io sono già a letto e i miei servi sono anch’essi a letto” (Lc 11, 5-15). Quello però non desiste, non si smuove, insiste, bussa e, come un amico, chiede l’elemosina a un amico. E che dice il Signore? Io vi dico che l’amico si alza e non per l’amicizia con l’altro, ma per la sua importunità, gli dà i pani che voleva(Lc 11, 5-15). Non per l’amicizia, benché sia amico, ma per l’importunità. Che vuol dire: per l’importunità? Vuol dire che non cessò di bussare, che, pur essendogli stato opposto un rifiuto, non si allontanò. Colui, che rifiutava di dare, fece quanto gli chiedeva l’amico, perché questo non si stancò di pregare. Quanto più darà Colui che è il buono, il quale ci esorta a chiedere, al quale dispiace che noi non chiediamo? Ma se talora tarda a dare, vuol solo mettere in risalto i doni, ma non ce li nega. I doni desiderati a lungo sono più dolci quando li otteniamo; quando invece sono dati subito essi perdono di valore. Chiedi, cerca, bussa: chiedendo e cercando, diventerai sempre più capace di ricevere. Dio ti tiene in serbo ciò che non vuol darti presto affinché anche tu impari a desiderare grandemente le cose grandi. Bisogna quindi pregare sempre senza stancarsi(Lc 18, 1).

Come dobbiamo essere, a chi e che cosa chiedere nella preghiera. 

Se dunque, fratelli miei, Dio ci ha fatti suoi mendicanti, col darci l’ammonimento, l’esortazione, il comando di chiedere, cercare, bussare, consideriamo anche noi quali sono coloro che domandano a noi. Se siamo noi a chiedere, a chi chiediamo? Chi siamo noi che chiediamo? Che cosa chiediamo? Dunque a chi, chi e che cosa chiediamo? Noi chiediamo a Dio, ch’è buono, mentre noi siamo uomini cattivi, e chiediamo la giustizia con cui essere buoni. Noi dunque chiediamo ciò che ci auguriamo di possedere per sempre e, una volta che ne saremo saziati, di non aver più bisogno di nulla. Ma affinché possiamo saziarci, dobbiamo aver fame e sete; avendo fame e sete cerchiamo di chiedere, cercare, bussare. Beati infatti coloro che hanno fame e sete della giustizia(Mt 5, 6). Perché beati? Hanno fame e sete e sono beati? Quando mai la miseria è beata? Non sono beati perché hanno fame e sete, ma perché saranno saziati(Mt 5, 6). La felicità sarà nella sazietà, non già nella fame. Ma la fame deve precedere la sazietà affinché la nausea non ci allontani dal prendere il cibo.

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