Che cosa sono questi tre pani, se non l’alimento
proprio del mistero celeste? E se
tu ami il Signore Dio tuo, potrai meritarli
non solo per te, ma anche per gli altri.
E chi è maggiormente Amico di colui
che per noi ha dato il proprio corpo?
S. Ambrogio, Esp. del Vang. sec. Luca VII, 87
PRIMA LETTURA
Non si adiri il mio Signore, se parlo.
Gen 18,20-32 Dal libro della Gènesi
In quei giorni, disse il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!».
Quegli uomini partirono di là e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora alla presenza del Signore.
Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l’empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lontano da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lontano da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?». Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutto quel luogo».
Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere: forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne troverò quarantacinque».
Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta». Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola: forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci».
SALMO RESPONSORIALE
Sal 137 R/. Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo. R/.
Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza. R/.
Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile;
il superbo invece lo riconosce da lontano.
Se cammino in mezzo al pericolo, tu mi ridoni vita;
contro la collera dei miei avversari stendi la tua mano. R/.
La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani. R/.
SECONDA LETTURA
Con lui Dio ha dato vita anche a voi, perdonando tutte le colpe.
Col 2,12-14 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi
Fratelli, con Cristo sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti.
Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce.
CANTO AL VANGELO
(Rm 8,15) Alleluia, alleluia.
Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi,
per mezzo del quale gridiamo: Abbà! Padre!
Alleluia.
VANGELO
Chiedete e vi sarà dato.
Lc 11,1-13 + Dal Vangelo secondo Luca
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Gesù ci insegna ad avere fiducia nel fatto che il Padre sempre ascolta le nostre invocazioni.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore, insegnaci a chiamarti Padre.
1. Perché non ci stanchiamo mai di cercare e di chiedere giustizia. Preghiamo.
2. Perché sappiamo sempre che l’unica rottura che può recidere il nostro rapporto col Padre è il nostro rifiuto. Preghiamo.
3. Perché siamo sempre coscienti che nel nostro battesimo siamo entrati a far parte di una comunità nella quale ci rivolgiamo ad un unico Padre. Preghiamo.
4. Perché impariamo ad accogliere l’immagine di Dio che ci è rivelata nel Vangelo. Preghiamo.
O Padre, la tua volontà di chiamarci “figli” supera la nostra capacità di riconoscerti come Padre. Aiutaci ad accettare quanto è meraviglioso ciò che siamo insieme a te. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
PERCORSO ESEGETICO
È figlio chi non desidera altro che la gloria del Padre
e ama con cuore ardente che tutto
sia sapientemente ordinato
dalla sua volontà sovrana.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 8, 31-59
Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca e giudica. (v. 50)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 12, 20-36
Se rimarrete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà dato. (v. 7)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 5, 13-16
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli. (v. 16)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 26-38
Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. (v. 38)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 1, 3-14
In lui siamo stati fatti anche eredi … perché noi fossimo a lode della sua gloria, noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo. (vv. 11-12)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 4, 7-11
Chi parla, lo faccia come con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l’energia ricevuta da Dio, perché in tutto venga glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartiene la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen! (v. 11)
SALMO 115 (113B)
Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome dà gloria, per la tua fedeltà, per la tua grazia. (v. 1)
DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 9
Dio dei padri e Signore di misericordia … dammi la sapienza … Essa infatti tutto conosce e tutto comprende, e mi guiderà prudentemente nelle mie azioni e mi proteggerà con la sua gloria. (vv. 1a. 4a. 11)
DAL LIBRO DEI GIUDICI, CAP. 11, 29-40
Padre mio, se hai dato la tua parola al Signore, fa’ di me secondo quanto è uscito dalla tua bocca. (v. 36)
COMMENTO PATRISTICO
S. AGOSTINO
Dal Discorso 61
Parabola dell’amico importuno.
Andò – dice il Signore – da un suo amico un tale, dal quale era giunto un amico di passaggio, e cominciò a bussare e a dire: “È giunto da me un amico di passaggio; imprestami tre pani”. Ma l’altro gli rispose: “Io sono già a letto e i miei servi sono anch’essi a letto” (Lc 11, 5-15). Quello però non desiste, non si smuove, insiste, bussa e, come un amico, chiede l’elemosina a un amico. E che dice il Signore? Io vi dico che l’amico si alza e non per l’amicizia con l’altro, ma per la sua importunità, gli dà i pani che voleva(Lc 11, 5-15). Non per l’amicizia, benché sia amico, ma per l’importunità. Che vuol dire: per l’importunità? Vuol dire che non cessò di bussare, che, pur essendogli stato opposto un rifiuto, non si allontanò. Colui, che rifiutava di dare, fece quanto gli chiedeva l’amico, perché questo non si stancò di pregare. Quanto più darà Colui che è il buono, il quale ci esorta a chiedere, al quale dispiace che noi non chiediamo? Ma se talora tarda a dare, vuol solo mettere in risalto i doni, ma non ce li nega. I doni desiderati a lungo sono più dolci quando li otteniamo; quando invece sono dati subito essi perdono di valore. Chiedi, cerca, bussa: chiedendo e cercando, diventerai sempre più capace di ricevere. Dio ti tiene in serbo ciò che non vuol darti presto affinché anche tu impari a desiderare grandemente le cose grandi. Bisogna quindi pregare sempre senza stancarsi(Lc 18, 1).
Come dobbiamo essere, a chi e che cosa chiedere nella preghiera.
Se dunque, fratelli miei, Dio ci ha fatti suoi mendicanti, col darci l’ammonimento, l’esortazione, il comando di chiedere, cercare, bussare, consideriamo anche noi quali sono coloro che domandano a noi. Se siamo noi a chiedere, a chi chiediamo? Chi siamo noi che chiediamo? Che cosa chiediamo? Dunque a chi, chi e che cosa chiediamo? Noi chiediamo a Dio, ch’è buono, mentre noi siamo uomini cattivi, e chiediamo la giustizia con cui essere buoni. Noi dunque chiediamo ciò che ci auguriamo di possedere per sempre e, una volta che ne saremo saziati, di non aver più bisogno di nulla. Ma affinché possiamo saziarci, dobbiamo aver fame e sete; avendo fame e sete cerchiamo di chiedere, cercare, bussare. Beati infatti coloro che hanno fame e sete della giustizia(Mt 5, 6). Perché beati? Hanno fame e sete e sono beati? Quando mai la miseria è beata? Non sono beati perché hanno fame e sete, ma perché saranno saziati(Mt 5, 6). La felicità sarà nella sazietà, non già nella fame. Ma la fame deve precedere la sazietà affinché la nausea non ci allontani dal prendere il cibo.
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