PRIMA LETTURA
Ne mangeranno e ne faranno avanzare.
SALMO RESPONSORIALE
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R./
Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente. R./
Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità. R./
SECONDA LETTURA
Un solo corpo, un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Distribuì a quelli che erano seduti quanto ne volevano.
In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
I miracoli che Gesù compie
sono segni della misericordia divina
che introducono gli uomini
nel mistero della gloria del Padre.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 2, 1-12
Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. (v. 11)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 1-8
Rabbi, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui. (v. 2b)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 26-40
Allora gli dissero: “Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti?” (v. 30a)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 9, 1-8
Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati, disse allora al paralitico, prendi il tuo letto e va’ a casa tua. (v. 6)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 7, 18-23
Sei tu colui che viene … ? In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi, (vv. 20-21)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, GAP. 2, 22-36
Gesù di Nazaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua… (v. 22a)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 10, 34-43
Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, (v. 38)
DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 36, 1-17
Rinnova i segni e compi altri prodigi, glorifica la tua mano e il tuo braccio destro, (v. 5)
DAL LIBRO DEL PROFETA GIOELE, GAP. 3, 1-5
Farò prodigi nel cielo e sulla terra, (v. 3a)
DAL LIBRO DELL’ESODO, CAP 7, 1-7
Moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nel paese d’Egitto, (v. 3b)
COMMENTO PATRISTICO
CIRILLO DI ALESSANDRIA
Dal Commento al vangelo di Giovanni IV
Il Salvatore usa la sua solita benevolenza e si astiene da aspri rimproveri. Non rimprovera duramente i discepoli, sebbene si fossero mostrati non poco deboli nella fede, ma li istruisce piuttosto con i fatti, per far capire loro ciò che essi ancora non credevano. Infatti, le parole fateli sedere hanno un tono non moderato; e sembra che Gesù dica loro qualcosa del genere: O voi, che siete lenti a percepire la mia potenza e a capire chi sia colui che dice: Fateli sedere, resterete però sorpresi nel vedere la gente saziata, nonostante che presso di loro non ci sia nulla. Fateli sedere, questo è una cosa certa. Duecento denari non potrebbero bastare a procacciare ciò che serve alla gente, ma ciò che il denaro non può procurare, l’otterrò io con la mia potenza che ha dato esistenza a tutte le cose, e ha creato le cose dal nulla. Forse che il profeta Elia potè riempire il vaso d’olio della vedova, e far sì che il vaso non cessasse mai di versare olio; e chi, invece, diede a lui questo potere non potrà moltiplicare il nulla, e rendere fonte di indicibile ricchezza e principio e radice d’impensabile grazia ciò che, per dirla semplicemente, è nelle mani? Non è, dunque, improbabile che Cristo abbia avuto in mente questi pensieri quando parlò ai discepoli con un certo tono.
Il beato evangelista osserva utilmente che in quel luogo c’era molta erba, mettendo in evidenza che il luogo in cui la gente era seduta era gradevole. ..:
Questo è il significato di quel sedersi della folla sull’erba, sì da dover ripetere quelle parole del Salmista a tutti quelli che hanno avuto tale grazia: Il Signore è mio pastore, e nulla mi mancherà; mi fa riposare sui verdi pascoli (Sal 23, 2).
L’animo dei santi, guidato dallo Spirito, deve essere nutrito nel godimento e nella gioia, secondo quanto è scritto nel Cantico dei Cantici: Mangiate e bevete, miei cari, inebriatevi! (Cx. 5, 1)
… I cinque pani d’orzo si riferiscono al Pentateuco di Mosè, mentre i due pesci si riferiscono ai saggi scritti dei santi apostoli. … Dunque, il Salvatore ordinò alla folla di sedersi e, dopo aver benedetto i pani e i pesci, li distribuì, servendosi della collaborazione dei discepoli. Dopo che ebbero mangiato e si furono saziati, comanda di raccogliere ciò che era avanzato, e vengono riempite dodici ceste, probabilmente una per ogni discepolo: essi, infatti, erano dodici.
Che cosa dedurremo, dunque, se non questo, e a ragione, che Cristo cioè è il Signore della mensa dei fedeli che egli nutre, quando si accostano a lui, con gli insegnamenti divini e celesti, cioè con la Legge, i profeti, con gli evangelisti e gli apostoli? Egli però non compie questo da solo, ma ci offre la grazia celeste per mezzo dei discepoli. Non sono essi che parlano, come è scritto, ma lo Spirito del Padre che parla in essi (Mt 10, 20).
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