17.a Domenica del T.O. – B

È Cristo che oggi ci accoglie al banchetto,
è Cristo che oggi ci serve; quel Cristo
che ama gli uomini, li sazia.
San Cirillo di Alessandria, Omelia X

PRIMA LETTURA
Ne mangeranno e ne faranno avanzare.
2Re 4,42-44

SALMO RESPONSORIALE
Sal 144

 

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R/.
Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente. R/.
Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità. R/.

SECONDA LETTURA
Un solo corpo, un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.
Ef 4,1-6

CANTO AL VANGELO
(Lc 7,16)

VANGELO
Distribuì a quelli che erano seduti quanto ne volevano.
Gv 6,1-15

 

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

PREGHIERA DEI FEDELI
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Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

 

1. Per la Chiesa e i suoi testimoni: sappiano denunciare l’ingiustizia di un sistema economico che rende i ricchi sempre più ricchi e porta all’indigenza coloro che non hanno risorse, preghiamo.
2. Per quanti hanno l’incarico di governare: si distinguano per il disinteresse e per la dedizione al loro compito di servizio alla società civile, proponendosi anche come esempio di vita, preghiamo.
3. Per i popoli tormentati dalla guerra e dalla fame: gli organismi internazionali e la sensibilità dell’opinione pubblica impediscano il proliferare della violenza e delle ingiustizie, preghiamo.
4. Per gli insegnanti e per gli educatori: perché i giovani crescano nell’apprezzare il valore della solidarietà e sappiano farsi capaci di gesti solidali verso i più poveri, preghiamo.
5. Per la nostra comunità, perché la condivisione dello stesso pane e la celebrazione dell’Eucaristia unisca tutti noi, nella condivisione dei nostri doni e carismi, preghiamo.

 

Signore, aiutaci a continuare con la nostra vita cristiana il miracolo che tu hai operato in favore di tutti gli uomini, affamati della tua Parola. Tu sei Dio e vivi e regni nei secoli dei secoli.

PERCORSO ESEGETICO

Gesù, alzando gli occhi al cielo,
contempla nel cuore del Padre
questa folla affamata
e bisognosa della sua misericordia.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 5, 19 – 30
Il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa. (v. 19b)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 10, 1 – 30
Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. (v. 29)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 13, 1 – 20
Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. (v. 1)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 17, 1-26
Alzati gli occhi al cielo, (Gesù) disse: “Padre, è giunta l’ora, glorifica il Figlio tuo … tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato”, (vv. 1-2)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 11, 25 – 30
Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, (v. 27)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 14, 13 – 21
Alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla, (v. 19)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 4, 12 – 16
Non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità … Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia, (vv. 15. 16a)

SALMO 145 (144)
Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature, (v. 9)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 11, 21 – 12, 2
Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi … Tu risparmi tutte le cose, perché tutte sono tue, Signore, amante della vita, (vv. 23. 26)

DAL LIBRO DEL PROFETA OSEA, CAP. 11
Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione, (v. 8b)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 130, 1-2

Fu operato un miracolo grande, carissimi, saziando con cinque pani e due pesci cinquemila uomini e potendo riempire dodici ceste di pezzi avanzati.

Grande il miracolo, ma esso non ci meraviglia molto se consideriamo chi l’ha compiuto. Ha moltiplicato i cinque pani tra le mani di coloro che li dividevano colui che moltiplica i semi che germinano sulla terra, tanto che si gettano pochi granelli e si riempiono i granai. Ma, poiché lo ripete ogni anno, nessuno se ne stupisce. Non è la mancanza di risalto nell’evento a togliere la meraviglia, ma la continuità.

D’altra parte, il Signore, quando operava queste cose, si esprimeva per chi stava ad intenderlo, non solo a parole, ma anche attraverso gli stessi miracoli. I cinque pani significavano i cinque Libri della legge di Mosè. La legge antica è orzo rispetto al grano evangelico. In quei Libri si contengono grandi misteri del Cristo. Pertanto egli stesso affermò: Se credeste a Mosè, credereste anche a me; infatti egli ha scritto di me (Gv 5, 46). Ma come nell’orzo l’interno è nascosto sotto la pula, così il Cristo si cela sotto il velo dei misteri della legge. Come pane i misteri della legge sono presentati e messi in evidenza; così anche quei pani si espandevano quando venivano spezzati. Vi ho spezzato del pane ed è ciò che vi ho esposto. I cinquemila uomini significano il popolo posto sotto i cinque Libri della legge. Le dodici ceste sono i dodici Apostoli, i quali, a loro volta, sono stati riempiti dei passi della legge. I due pesci sono o i due precetti dell’amore di Dio e del prossimo, o i due popoli: il popolo dei circoncisi Giudei e il popolo degli incirconcisi Gentili, o anche, le sacre persone del re e del sacerdote.

Queste verità, nell’analisi dell’esposizione, vengono come sminuzzate; mentre si comprendono, si fanno alimento.

Rivolgiamoci a colui che ha compiuto tali cose, egli è il pane disceso dal cielo; ma un pane che fa ristorare e non si può consumare; un pane che può nutrire e non si può esaurire. Anche la manna era figura appunto di questo pane. Al riguardo fu detto: Ha dato loro il pane del cielo, l’uomo ha mangiato il pane degli angeli (Sal 77, 24-25). Chi, se non Cristo, è il pane del cielo? Ma perché l’uomo potesse mangiare il pane degli angeli, il Signore degli angeli si è fatto uomo. Perciò, se tale non si fosse fatto, non avremmo il suo corpo; non avendo il corpo proprio di lui, non mangeremmo il pane dell’altare. Affrettiamoci verso l’eredità, perché ne riceviamo un pegno eccellente. Fratelli miei, desideriamo la vita di Cristo, ne abbiamo infatti il pegno, la morte di Cristo.

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