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17.a Domenica del T.O. – A

Le belle perle sono la Legge e i Profeti, e
la conoscenza del Vecchio Testamento.
Ma una sola è la perla di grande valore,
cioè la conoscenza del Salvatore.
S. Girolamo, Com. a Mat., II, 13, 44

PRIMA LETTURA
Hai domandato per te la sapienza.
1Re 3,5.7-12

SALMO RESPONSORIALE
Sal 118

SECONDA LETTURA
Ci ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo.
Rm 8,28-30

CANTO AL VANGELO
(Mt 11,25)

VANGELO
Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Mt 13,44-52

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Chi ha ricevuto il dono dello Spirito Santo
gusta la dolcezza dell’amore di Dio ed è pieno di gioia.
Per questo sa liberarsi prontamente di tutte le cose che possiede
per acquistare la sapienza divina.

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 14, 25-33
Chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo. (v. 33)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 18, 18-30
Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi. (v. 22)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 19, 1-10
[Zaccheo] scese e lo [Gesù] accolse pieno di gioia. … Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto”. (vv. 6. 8)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI, CAP. 3
Tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo. (v. 8)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 10, 26-39
Avete accettato con gioia di esser spogliati delle vostre sostanze, sapendo di possedere beni migliori e più duraturi. (v. 34b)

DAL LIBRO DEI PROVERBI, CAP. 4
Principio della sapienza: acquista la sapienza; a costo di tutto ciò che possiedi acquista l’intelligenza. (v. 7)

DAL CANTICO DEI CANTICI, CAP. 8
Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio. (v. 7)

DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 51, 13-30
Le mie viscere si commossero nel ricercarla; per questo ottenni il suo prezioso acquisto. (v. 21)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 61, 10-11
Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia, come uno sposo che si cinge il diadema e come una sposa che si adorna di gioielli. (v. 10)

COMMENTO PATRISTICO

GIROLAMO
In Matth. II, 13, 44-46

Il tesoro è lo stesso Verbo di Dio

Questo tesoro, nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza (cf. Col 2,2s), è il Verbo di Dio, che si rivela nascosto nel corpo di Cristo (cf. “ibid”.), o le Sante Scritture, nelle quali è riposta ogni verità riguardante il Salvatore. Quando qualcuno trova in esse tale verità, deve rinunziare a tutte le ricchezze di questo mondo, pur di possedere quanto ha trovato. Le parole: “l’uomo che lo ha scoperto, lo nasconde di nuovo” (Mt 13,44), non indicano che quest’uomo si comporta così perché ne è geloso, ma perché ha timore di perderlo e vuole conservarlo, e perciò cela nel suo cuore colui per il quale ha rinunziato a tutte le ricchezze che aveva…

Le belle perle sono la Legge e i Profeti, e la conoscenza del Vecchio Testamento. Ma una sola è la perla di grande valore, cioè la conoscenza del Salvatore, il sacramento della sua passione, il mistero della sua risurrezione. Il mercante che ha scoperto, a somiglianza dell’apostolo Paolo, tutti i misteri della Legge e dei Profeti e le antiche osservanze, nel rispetto delle quali ha sinora vissuto, tutte alla fine le disprezza come spazzatura e banalità, per guadagnarsi Cristo (Ph 3,8). Non perché la scoperta della nuova perla comporti la condanna di quelle antiche; ma perché, al suo confronto, tutte le altre perle appaiono di minor valore . . .

Il vaticinio di Geremia, che dice: “Ecco, manderò a voi molti pescatori” (Jr 16,16), si è compiuto: Pietro e Andrea, Jc e Giovanni, i figli di Zebedeo, dopo avere udito le parole: Seguitemi, e vi farò pescatori di uomini (Mt 4,19 Mc 1,17) hanno intrecciato per sé stessi, ricavandola dal Vecchio e dai Nuovo Testamento, una rete fatta di insegnamenti evangelici e l’hanno gettata nel mare di questo mondo. Questa rete è ancor oggi tesa in mezzo ai flutti e prende, dalle onde amare e salate, tutto quanto incontra, cioè uomini buoni e cattivi, pesci buoni e cattivi. Ma quando verrà la fine del mondo, come Gesù più avanti chiaramente dirà, allora la rete sarà tratta a riva, allora sarà manifesto il giudizio che separerà i pesci: come in un tranquillissimo porto, i buoni saranno riposti nell’ufficio delle celesti mansioni, mentre i cattivi saranno gettati nel fuoco della geenna, dove saranno bruciati e inariditi (Mt 13,47-50).

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5.a Domenica del T.O. – B

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