Cerchiamo di avere anche noi ciò che
non ci può essere tolto, porgendo alla
parola del Signore un’attenzione diligente, non distratta …
Ti spinga, come Maria, il desiderio della sapienza.
S. Ambrogio, Esp. del Vang. sec. Luca VII, 85
PRIMA LETTURA
Signore, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo.
SALMO RESPONSORIALE
Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua. R/.
Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore. R/.
Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre. R/.
SECONDA LETTURA
Il mistero nascosto da secoli, ora è manifestato ai santi.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Marta lo ospitò. Maria ha scelto la parte migliore.
In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Gesù è il Verbo eterno
che discende dal Padre e viene nel mondo
per portare nelle case e nelle famiglie degli uomini
il dono della filiazione divina.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. (v. 14a)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14, 23-31
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. (v. 23)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 17
E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro. (v. 26)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 19, 1-10
Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo. (v. 10)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 3, 23- 4, 11
Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. (v. 4, 4-5 )
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 1
Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo … predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo. (vv. 3. 5)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 2
Voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. (vv. 19-20)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 3, 1-6
La sua casa siamo noi, se conserviamo la libertà e la speranza di cui ci vantiamo. (v. 6b)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 4, 7-21
Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito. (v. 13)
DAL LIBRO DEL LEVITICO, CAP. 26, 1-13
Stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e io non vi respingerò. Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro Dio e voi sarete il mio popolo. (vv. 11-12)
COMMENTO PATRISTICO
GIOVANNI CRISOSTOMO
Dalle Omelie sul Vangelo di Giovanni, 44, 1
Non preoccuparsi non significa non lavorare, ma non essere attaccati alle cose terrene; cioè non avere preoccupazioni riguardo a come potremo trascorrere tranquillamente il domani, ma considerare ciò come cosa di secondaria importanza. Chi lavora, può non tesaurizzare per il domani; chi lavora può non preoccuparsi: il lavoro e la preoccupazione non sono infatti la stessa cosa. Chi lavora, non lo faccia soltanto per lavorare, ma per soccorrere chi ha bisogno, e quanto viene detto a Marta non riguarda il lavoro e l’attività manuale, ma riguarda la necessità di sapere il tempo opportuno per ogni cosa e di non sprecare in faccende di carattere materiale il tempo da dedicare all’ascolto dei discorsi spirituali: Cristo non dice dunque quelle parole per incoraggiarla a darsi all’ozio, ma perché si volga ad ascoltarlo. “Sono venuto – dice – per insegnarvi le cose necessarie, e tu ti preoccupi del pranzo? Vuoi ricevermi e preparare una lauta mensa? Prepara un altro cibo, preparandoti cioè all’ascolto con alacrità ed imita il desiderio di apprendere della tua sorella”. Non lo diceva, dunque, per impedirle di fare del suo meglio per dargli ospitalità, lungi da noi il pensare una cosa simile, ma per farle capire che nel tempo della dottrina non ci si deve occupare di altre cose. Dicendo poi: Non procuratevi il cibo che perisce (Gv 6, 27), non vuole intendere che dobbiamo vivere nell’ozio che, anzi, proprio questo è il cibo che più facilmente si corrompe, (l’ozio, infatti, insegna ogni vizio), ma che si deve operare e che si deve donare. Questo è veramente il cibo che non perisce. Se qualcuno, dedito all’ozio, pensa solo ai piaceri della tavola e alle altre soddisfazioni dei sensi, costui si procura il cibo corruttibile; ma, per contro, se qualcuno, lavorando, nutre, dà da bere e veste il Cristo, nessuno sarà così insensato ed ignorante da dire che si è procurato il cibo che perisce, dato che proprio grazie ad esso ci è stata fatta la promessa del regno futuro e di tutti quei beni. Questo è il cibo che dura in eterno.
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