16.a Domenica del T.O. – B

Viene distribuito l’alimento della grazia
celeste. Ma nota bene a chi è distribuito
… a quanti cercano Cristo; proprio coloro
che non ne hanno noia sono accolti da
Cristo e il Verbo di Dio parla con essi.
S. Ambrogio, Esp. del vang. sec. Luca VI, 69

PRIMA LETTURA
Radunerò il resto delle mie pecore, costituirò sopra di esse pastori.
Ger 23,1-6

SALMO RESPONSORIALE
Sal 22

 

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia. R/.
Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza. R/.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca. R/.
Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. R/.

SECONDA LETTURA
Egli è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola.
Ef 2,13-18

CANTO AL VANGELO
(Gv 10,27)

VANGELO
Erano come pecore che non hanno pastore.
Mc 6,30-34

 

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

 

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

 

1. Per il Papa e i vescovi, i pastori della Chiesa: sappiano radunare intorno a Gesù e alla sua Parola quanti sono dispersi e lontani, perché si sentano accolti e compresi nella ferialità della loro vita quotidiana, preghiamo.
2. Per i giovani, che sentono maggiormente la dispersione del cuore e il disordine degli impegni: siano mossi dal desiderio di cercare Gesù e mettersi in ascolto della sua parola, preghiamo.
3. Per tutti i credenti: perché nel rispetto delle fedi e dei culti sia sempre presente la preghiera degli uni per gli altri che spinge al dialogo, al confronto e alla condivisione, preghiamo.
4. Per la nostra comunità cristiana, perché si adoperi maggiormente nello sforzo di tradurre in lingue e culture diverse il messaggio custodito nella parola di Dio, preghiamo.

Signore, che hai avuto pietà dei tanti uomini senza pastore e li hai istruiti a lungo, donaci pastori che sappiano imitare la tua carità, e rendici docili agli insegnamenti che essi ci trasmettono in tuo nome. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

PERCORSO ESEGETICO

Gesù guarda con particolare tenerezza
coloro che si affaticano nell’opera apostolica
e li introduce nel suo riposo.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14, 1-21
Ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. (v. 3b)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 17, 1-7
Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte, (v. 1)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 12, 35 – 48
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli, (v. 37a)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 20, 17 – 38
Sapete come non mi sono mai sottratto a ciò che poteva essere utile, al fine di predicare a voi e di istruirvi in pubblico e nelle vostre case. (v. 20)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 15, 25 – 32
Io possa venire da voi nella gioia, se così vuole Dio, e riposarmi in mezzo a voi. (v. 32a)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 11, 24 – 33
E oltre a t u t to questo il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le Chiese, (v. 28)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 6
Non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo, (v. 9)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 4, 6 – 16
Noi … ci affatichiamo e combattiamo perché abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente, (v. 10a)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 4, 1-8
Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore … mi consegnerà, (vv. 7-8a)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 4, 12 – 5, 4
E quando apparirà il pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce, (v. 4)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 62, 1 – 12
Sulle tue mura, Gerusalemme, ho posto sentinelle; per tutto il giorno e tutta la notte non taceranno mai. (v. 6a)

COMMENTO PATRISTICO

BASILIO DI SELEUCIA
Dall’Omelia 26, 2

A ragione Cristo, essendo pastore, esclamava: Io sono il buon pastore (Gv 10, 11). Io stesso fascerò la pecora ferita e curerò quella malata, andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita (Ez 34,16). Ho visto il gregge degli Israeliti in preda al male, l’ho visto finire nella dimora dei demoni, dilaniato da questi come da lupi. E non ho disprezzato quel che ho visto. Infatti sono io il buon pastore: non i farisei che hanno invidia delle pecore, non quelli che stimano un danno per sé i benefici conferiti al gregge, non quelli che si affliggono perché gli altri sono liberati dai mali e che sono addolorati per le malattie guarite. Il morto risorge, e il fariseo piange; il paralitico è risanato e gli scribi si lamentano; al cieco è ridata la vista e i sacerdoti ne sono sdegnati; il lebbroso è risanato e i sacerdoti contestano.

O superbi pastori del misero gregge, che godono delle sue disgrazie! Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore (Gv 10, 11). Il pastore per il suo gregge si lascia condurre alla morte come un agnello: non rifiuta di morire, non contesta, non aggredisce i carnefici. La sua passione non era necessaria, ma accettò volontariamente la morte per le pecore: La mia vita ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo (Gv 10, 17 18). Espia il male con la sofferenza e rimedia alla morte con la sua morte; annienta i sepolcri col suo sepolcro, strappa i chiodi e abbatte le fondamenta dell’inferno. La morte da tanto tempo teneva il potere, finché Cristo non la colpì; da tanto tempo i sepolcri erano pesanti e il carcere chiuso, finché il Pastore, svincolatosi, portò il fausto annunzio della liberazione alle pecorelle prigioniere. Fu visto negli inferi dare il segnale del ritorno, il segno che dal sepolcro richiamava di nuovo alla vita. Il buon pastore offre la vita per le pecore (Gv 10, 11). Per questa via si prepara a stringere amicizia con le pecore. Il Cristo, poi, ama chi accoglie la sua voce con amore.

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