15.a Domenica del T.O. – C

15.a Domenica del T.O. – C

E chi è quel Samaritano se non lo stesso
Salvatore? O chi ha una maggiore misericordia
per noi uccisi dalle potenze delle
tenebre con ferite, paure, desideri, furori,
tristezze, frodi, piaceri? Di queste ferite solo Gesù è medico.
Clemente d’Alessandria, C’è salvezza per il ricco? 29

PRIMA LETTURA
Questa parola è molto vicina a te, perché tu la metta in pratica.
Dt 30,10-14

SALMO RESPONSORIALE
Sal 18

 

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice. R/.
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi. R/.
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. R/.
Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante. R/.

SECONDA LETTURA
Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.
Col 1,15-20

CANTO AL VANGELO
(Gv 6,63.68)

VANGELO
Chi è il mio prossimo?
Lc 10,25-37

 

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

PERCORSO ESEGETICO

Si eredita la vita eterna,
la conoscenza cioè del Padre e del Figlio,
attraverso la lettura attenta e amorosa della legge divina
che Dio ha dato ad Israele suo popolo.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 5, 24-47
In verità, in verità vi dico: chi ascolta le mie parole e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna. (v. 24a)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 17
Questa è la vita eterna: che conoscano te, unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. (v. 3)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 24, 1-35
E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. (v. 27)

DALLA LETTERA DI S. GIACOMO APOSTOLO, CAP. 1, 16-27
Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla. (v. 25)

SALMO 1
Beato l’uomo che … si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte. Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua. (vv. 1a – 2 – 3a)

SALMO 119 (118)
Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, in essi è la mia ricompensa per sempre. (v. 112)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 6, 12-25
L’amore è osservanza delle sue leggi; il rispetto delle leggi è garanzia di immortalità e l’immortalità fa stare vicino a Dio. (vv. 18-19)

DAL LIBRO DEL SIRACIDE, PROLOGO
Molti e profondi insegnamenti ci sono dati nella legge, nei profeti e negli altri scritti successivi e per essi si deve lodare Israele come popolo istruito e sapiente. (r. 1-3)

DAL LIBRO DEL PROFETA BARUC, CAP. 3, 9-4, 4
Beati noi, o Israele, perché ciò che piace a Dio ci è stato rivelato. (v. 4)

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 4, 1-40
Ora dunque, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, perché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso del paese che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi. (v. 1)

COMMENTO PATRISTICO

ORIGENE
Dal Commento a Luca, 34, 1-2. 5-7. 9

Benché siano molti i precetti della legge, il Signore ha conservato nel Vangelo come in una specie di compendio, solo quelli la cui osservanza conduce alla vita eterna. A tali comandamenti si riferisce la domanda che un dottore della legge rivolse a Gesù: Maestro, che cosa debbo fare per possedere la vita eterna?

Vi è stato letto oggi il testo di Luca. Gesù rispose: Che sta scritto nella legge? Che cosa vi hai letto? Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze, con tutto il tuo spirito e amerai il prossimo tuo come te stesso. E Gesù concluse: Hai ben risposto: fa’ questo e vivrai, nella vita eterna, certamente, che è ciò su cui vertevano le domande del dottore della legge e le risposte del Salvatore. Questo comandamento della legge ci insegna nello stesso tempo, in modo quanto mai chiaro, ad amare Dio. Ascolta, Israele – dice il Deuteronomio –, il Signore tuo Dio è il solo Dio e tu amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo spirito con quel che segue e il tuo prossimo come te stesso. Il Salvatore ha reso testimonianza a tutte queste verità dicendo: In questi due comandamenti si riassume tutta la Legge e i Profeti.

Ma il dottore della legge, volendo giustificare se stesso e mostrare che nessuno era suo prossimo, riprese: Chi è il mio prossimo? II Signore introduce allora la parabola, di cui ecco l’esordio: Un uomo discendeva da Gerusalemme a Gerico, con quel che segue. Egli insegna che quest’uomo che discendeva non è stato il prossimo di nessuno se non di colui che ha voluto osservare i comandamenti e disporsi ad essere il prossimo di chiunque abbia bisogno di soccorso. È proprio questo che è posto in rilievo nella conclusione della parabola: Chi di questi tre ti sembra che si sia mostrato prossimo dell’uomo caduto nelle mani dei briganti? Né il sacerdote, né il levita furono il suo prossimo, ma, stando alla risposta dello stesso dottore della legge che dice: colui che gli ha usato misericordia, quest’ultimo è stato il suo prossimo; per questo il Signore conclude: Va’ e fa’ anche tu altrettanto.

II sacerdote, che secondo me raffigura la legge, vede il samaritano; e ugualmente lo vede il levita il quale, io credo, rappresenta i profeti. Tutti e due lo vedono, ma passano oltre e lo abbandonano là. Ma la Provvidenza riservava quest’uomo mezzo morto alle cure di colui che era più forte della legge e dei profeti, cioè del Samaritano, il cui nome significa “guardiano”. Questi è colui che non sonnecchia né dorme vegliando su Israele (Sal 121, 4). È per soccorrere l’uomo mezzo morto che questo Samaritano si è messo in cammino; egli non discende da Gerusalemme a Gerico come il sacerdote e il levita, o piuttosto se discende, discende per salvare il moribondo e vegliare su di lui. A lui i giudei hanno detto: Tu sei un samaritano e un posseduto dal demonio (Gv 8, 48); e Gesù, mentre ha negato di essere posseduto dal demonio, non ha voluto negare di essere samaritano, in quanto sapeva di essere buon “guardiano”.

Così, dopo essere giunto presso l’uomo mezzo morto e averlo visto immerso in una pozza di sangue, ne ebbe pietà e si avvicinò a lui per farsi suo prossimo. Fasciò le sue ferite, e vi versò dell’olio mescolato a vino, e non disse ciò che si legge nel profeta: Non ci sono medicamenti, né olio, né bende per fasciare (Is 1, 6). Ecco il Samaritano le cui cure e i cui soccorsi sono necessari a tutti coloro che sono malati, e di cui soprattutto aveva bisogno l’uomo che discendendo da Gerusalemme era caduto nelle mani dei briganti, che lo avevano ferito e abbandonato come morto. Affinché tu sappia che la Provvidenza divina guidava questo Samaritano, disceso per curare un uomo caduto nelle mani dei briganti chiaramente è affermato che egli portava con sé delle fasce, dell’olio e del vino. Credo che il Samaritano non portasse con sé tali medicamenti per questo unico moribondo, ma anche per altri, feriti in diverso modo, parimenti bisognosi di bende, di olio e di vino. Aveva con sé quell’olio di cui la Scrittura dice: l’olio faccia luccicare il volto (Sal 104, 15): certamente il volto di colui che è stato curato. Per placare l’infiammazione delle ferite, egli le pulisce con l’olio, e con il vino mescolato a non so quale sostanza amara le disinfetta.

Poi carica il ferito sulla sua cavalcatura, cioè sul suo proprio corpo: infatti egli si è degnato di assumere l’uomo. Questo Samaritano porta i nostri peccati (Mt 8, 17) e soffre per noi; porta il moribondo e lo conduce in un albergo, cioè nella Chiesa, la quale accoglie tutti gli uomini, non rifiuta il suo soccorso a nessuno e nella quale tutti sono invitati da Gesù: Venite a me, tutti voi che siete affaticati e aggravati, e io vi ristorerò (Mt 11, 28). …

Questo guardiano delle anime che ha avuto misericordia, è apparso veramente più della legge e i profeti vicino a colui che era caduto nelle mani dei briganti e si è mostrato suo prossimo non soltanto con le parole ma anche coi fatti.

È dunque possibile a noi, seguendo ciò che sta scritto, siate miei imitatori, come io lo sono di Cristo (1 Cor 4, 16), imitare Cristo e avere pietà degli uomini caduti nelle mani dei briganti, e avvicinarci a loro, fasciare le loro ferite, versarvi olio e vino, caricarli sulla nostra cavalcatura e portare i loro pesi. È proprio per esortarci a questo che il Figlio di Dio non si rivolge soltanto al dottore della legge ma anche a tutti noi dicendo: Va’ e anche tu fa’ altrettanto. Se noi ci comportiamo così, otterremo la vita eterna in Cristo Gesù, cui appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

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