15.a Domenica del T.O. – A

Il seminatore è unico ed ha sparso la sua
semente in modo equo, senza fare eccezione
di persone; ma ogni terreno da se
stesso ha mostrato il suo amore con i propri frutti.
S. Efrem, Diatessaron 11, 12

PRIMA LETTURA
La pioggia fa germogliare la terra.
Is 55,10-11
SALMO RESPONSORIALE
Sal 64
SECONDA LETTURA
L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
Rm 8,18-23
CANTO AL VANGELO
(Mt 13,19.23)
VANGELO
Il seminatore uscì a seminare.
Mt 13,1-23
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

L’ascolto della parola di Dio è insidiato
dal principe di questo mondo
che vuole strapparlo dal cuore dell’uomo;
tuttavia egli ha potere solo in coloro che la disprezzano,
cioè che la lasciano passare per il loro cuore come tutte le altre
e non la trattengono onorandola come l’unica vera.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14, 15-31
Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; egli non ha nessun potere su di me, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato. (vv. 30-31a)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 4, 1-11
Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. (v. 1)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 8, 16-21
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere. (v. 18)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 1, 18-32
E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno. (v. 28)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 6, 10-20
Attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. (vv. 10-11)

DAL LIBRO DEI PROVERBI, CAP. 4
Acquista la sapienza, acquista l’intelligenza; non dimenticare le parole della mia bocca e non allontanartene mai. Non abbandonarla ed essa ti custodirà, amala e veglierà su di te. (vv. 5-6)

DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 20, 7-18
Tutti i miei amici spiavano la mia caduta: “Forse si lascerà trarre in inganno, così noi prevarremo su di lui, ci prenderemo la nostra vendetta”. (v. 10b)

DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 3
[Il serpente] disse alla donna: “È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?”. (v. 1b)

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 4, 1-40
Guardati e guardati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno viste: non ti sfuggano dal cuore, per tutto il tempo della tua vita. Le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli. (v. 9)

DAL PRIMO LIBRO DI SAMUELE, CAP. 15, 1-23
Samuele esclamò: “Il Signore forse gradisce gli olocausti e i sacrifici come obbedire alla voce del Signore? Ecco, obbedire è meglio del sacrificio, essere docili è più del grasso degli arieti”. (v. 22)

COMMENTO PATRISTICO

S. GIOVANNI CRISOSTOMO
Dal Commento al Vangelo di S. Matteo, Discorso 44

Ecco, il seminatore uscì a seminare. Da dove uscì, o come uscì colui che è presente ovunque e che tutto riempie? Sta di fatto che quando il Signore si è avvicinato a noi, incarnandosi, non lo ha fatto certo passando da un luogo a un altro, ma assumendo la natura umana e mettendosi in un rapporto, in un contatto nuovo con noi. Poiché, infatti, noi non potevamo entrare là dove Dio abita, dato che i nostri peccati erano come una muraglia che ci sbarrava la strada per andare da lui, egli stesso è venuto a noi.

Per quale motivo è venuto? È venuto forse per distruggere la terra, che era tutta coperta di spini? Per punire gli agricoltori? Niente affatto. È venuto per coltivare e curare egli stesso questa terra e per seminarvi la parola della virtù e dell’amore. Per semente egli intende qui la sua parola; la terra che la riceve sono le anime degli uomini, mentre egli stesso è il seminatore.

Ma che accade dei chicchi seminati? Tre parti vanno perdute e una sola si salva. E mentre seminava, alcuni chicchi caddero lungo la via, e venuti gli uccelli, avidamente li beccarono. Non dice che egli li gettò fuori dal solco, ma che essi caddero. Altri caddero in suolo roccioso, dove non avevano molta terra; subito germogliarono per mancanza di terreno profondo, ma levatosi il sole furono riarsi e, non avendo radice, seccarono. Altri caddero tra gli spini; ma gli spini crescendo li soffocarono. Altri infine caddero in terreno buono e fruttarono quale il cento, quale il sessanta, quale il trenta. Chi ha orecchi per intendere, intenda. Solo la quarta parte dei chicchi seminati si salva, e neppure questa in maniera uguale; ma anche tra di essa v’è grande differenza. Con questa parabola Gesù vuol far intendere che egli ha offerto a tutti generosamente la sua parola e la sua dottrina.

Come il seminatore non fa distinzione nella terra su cui lavora, ma getta semplicemente ovunque, così Cristo predicando non distingue il ricco, il povero, il sapiente, l’ignorante, l’uomo pieno di fervore, il pigro, il coraggioso e il vile, ma parla a tutti indistintamente e compie tutto quanto deve essere compiuto da parte sua, sebbene preveda ciò che accadrà. Dopo aver seminato, egli potrebbe benissimo dire: Che posso fare di più che io non abbia fatto? (Is 5, 4).

I profeti parlano del popolo come di una vigna; dice Isaia: Una vigna aveva il diletto (Is 5, 1), e David: Una vigna hai trapiantato dall’Egitto (Sal 79, 9). Gesù invece si serve del paragone della semente. E che vuol dire con ciò? Che ora sarà più rapida e facile l’obbedienza e la terra darà immediatamente il suo frutto. Quando voi sentite dire il seminatore uscì a seminare, non crediate che queste parole siano una ripetizione. Colui che semina esce spesso per altri lavori ad esempio, per dissodare il terreno, per strappare le erbacce, per tagliare i rovi o per altre analoghe ragioni; Cristo invece esce per seminare.

Per qual motivo, ditemi, la maggior parte della semente si perde? Non è certo per colpa del seminatore, ma della terra che accoglie i semi, dell’anima cioè che non ascolta. Perché Gesù non dice esplicitamente che i pigri hanno accolto i chicchi seminati, ma li han lasciati beccare dagli uccelli, i ricchi li hanno soffocati e coloro che vivono nel lusso e nelle vanità li hanno lasciati seccare? Cristo non vuole colpirli con troppa veemenza, per non gettarli nella disperazione, ma lascia la dimostrazione e l’applicazione alla coscienza ai suoi ascoltatori. E del resto, ciò accade non solo al seme, di cui una parte si perde, ma accadrà poi anche alla rete. La rete infatti prende molti pesci inutili. …

Ma come è concepibile – mi direte voi – che si semini sugli spini, sul terreno roccioso e lungo la via? Vi rispondo che la cosa sarebbe assurda, se si trattasse della seminagione terrena che si fa in questo mondo: è invece assai lodevole il fatto, dato che tratta delle anime e della dottrina divina. Verrebbe certamente ripreso il contadino che disperdesse in questo modo la semente. Il terreno roccioso non può infatti divenire terra buona, né la via può cambiare, e gli spini restano sempre tali. Ma non è così nell’ordine spirituale. Le pietre possono mutarsi e diventare terra fertile, la via più battuta può non esser più calpestata e aperta a tutti i passanti, ma divenire campo produttivo, e anche le spine possono sparire per lasciar crescere e fruttificare in tutta libertà il grano seminato. Se questi cambiamenti fossero stati impossibili, il Signore non avrebbe seminato.

E se in tutti non è avvenuta tale trasformazione, la colpa non è del seminatore, ma di coloro che non hanno voluto cambiar vita. Il seminatore ha compiuto quanto dipendeva da lui; ma se gli uomini non hanno corrisposto alla sua opera, non è responsabile il seminatore che ha testimoniato un così grande amore per gli uomini.

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