Il Signore va dietro ai suoi predicatori,
perché prima arriva la predicazione nella
nostra mente e poi vi arriva il Signore,
quando si accetta la verità.
S. Gregorio Magno, Omelia 17, 1
PRIMA LETTURA
Io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace.
SALMO RESPONSORIALE
Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!». R/.
«A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. R/.
Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno. R/.
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. R/.
SECONDA LETTURA
Porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
La vostra pace scenderà su di lui.
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Gesù invia i settantadue discepoli come segno dell’annuncio
che deve essere portato a tutti i popoli
perché è volontà di Dio che tutti gli uomini
siano salvati attraverso la fede in Cristo;
sono inviati a due a due perché sia stabile e confermata
la testimonianza dell’Evangelo
e per essere segno della comunione ecclesiale.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 13, 31-38
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri. (v. 35)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 18, 15-20
Ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. (v. 16b)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 28, 16-20
Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. (v. 19)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 24, 36-53
Nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. (v. 47)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 2, 1-8
[Dio] vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità. (v. 4)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 1, 1-2, 2
Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. (v. 3)
SALMO 96 (95)
Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunziate di giorno in giorno la sua salvezza. In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria, a tutte le nazioni dite i suoi prodigi. (vv. 2-3)
DAL LIBRO DEL QOÈLET, CAP. 4, 9-12
Meglio essere in due che uno solo, perché due hanno un miglior compenso nella fatica. (v. 9)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 49, 1-7
È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti di Israele. Ma io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra. (v. 6)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 19, 15-20
Un solo testimonio non avrà valore contro alcuno, per qualsiasi colpa e per qualsiasi peccato; qualunque peccato questi abbia commesso, il fatto dovrà essere stabilito sulla parola di due o di tre testimoni. (v. 15)
COMMENTO PATRISTICO
S. AMBROGIO
Dall’Esposizione del Vangelo secondo Luca VII, 45-46. 54-57. 64-65
Quando, dunque, manda i discepoli nella sua messe – la quale, benché avesse ricevuto il seme della Parola di Dio, aveva bisogno di esser lavorata dalla fatica e dall’impegno vigile della coltivazione, perché gli uccelli del cielo non disperdessero la semente già sparsa – Egli dice: Ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi.
Questo genere di animali sono in antitesi tra di loro, tanto che l’uno divora l’altro. Ma il buon pastore ignora che cosa sia aver paura dei lupi per il suo gregge, e pertanto questi discepoli non sono mandati a far preda, ma a dare la grazia, perché la premura vigile del buon pastore fa sì che i lupi non possano osare nulla contro gli agnelli. E manda gli agnelli fra i lupi, affinché avesse compimento quella parola: Allora lupi e agnelli pasceranno insieme (Is 65, 25)…
Non portate borsa, né sacca, né calzari. In un altro passo ha indicato molto chiaramente che cosa voglia dire non portare borsa; Matteo ha scritto che il Signore disse ai discepoli: Non procuratevi oro, né argento (Mt 10, 9). Se abbiamo il divieto di procurarci oro, a che scopo rubarlo, a che portarlo via? Se hai l’ordine di dar via quello che hai, come puoi accumulare ciò che non sarebbe tuo? Tu che predichi di non rubare, rubi? Tu che proibisci l’adulterio, sei adultero? Tu che disprezzi gli idoli, ne derubi i templi? Tu che ti glori della Legge, oltraggi Dio trasgredendo la Legge? Infatti il nome di Dio è bestemmiato per causa vostra (Rm 2, 21-24).
Non così l’apostolo Pietro: egli, il primo esecutore del pensiero del Signore, per far vedere che gli ordini del Signore non erano stati gettati al vento, disse, quando un povero gli chiese che gli regalasse un po’ di denaro: Non possiedo né argento né oro (At 3, 6).
Egli si vanta di non possedere né argento né oro, e voi vi vergognate perché quanto possedete è sempre meno di quanto desiderate? Vi è dunque una povertà di cui menar vanto, perché è anche una povertà beata, come sta scritto: Beati i poveri nello spirito (Mt 5, 3); però Pietro non tanto si vanta di non possedere né argento né oro, quanto piuttosto di mettere in pratica il comando del Signore, il quale ha ordinato: Non procuratevi oro. Come dire: vedi che sono un discepolo di Cristo, e vieni a chiedermi oro? Egli ci ha fatto un altro dono, ben più prezioso dell’oro: operare nel suo Nome. Pertanto non ho ciò che non mi ha dato, ma ciò che mi ha dato ce l’ho: Nel nome del Signore Gesù, alzati e cammina! Perciò, allo stesso modo che colui il quale vuol fabbricare granai per ammassarvi i raccolti è rimproverato con tutto il peso della parola del Signore, così chi vuole procacciarsi la borsa per nascondervi l’oro, contrae una macchia che gli merita biasimo.
Né sacca, né calzari. L’un oggetto e l’altro si fanno con pelle di animali morti; ma il Signore Gesù vuole che in noi non vi sia nulla di mortale. Del resto egli dice a Mosè: Togliti i calzari dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è un luogo santo (Es 3, 5). Poiché doveva esser mandato a liberare il popolo, egli riceve l’ordine di togliersi i calzari, cosa mortale e terrena; infatti il collaboratore di una tale missione non doveva aver paura di nulla, né deve lasciarsi intralciare da un pericolo mortale nel compimento del proprio dovere. Infatti, mentre aveva volontariamente assunto l’incarico di difendere i fratelli, cioè i Giudei, si lasciò trattenere dall’impresa per il terrore di un’ingiusta accusa, ed era fuggito dall’Egitto. Per questo, poiché il Signore aveva saggiato le sue disposizioni, vedendo che si trovava in una condizione di debolezza, volle che i piedi della sua anima e della sua mente fossero liberati da vincoli mortali.
…
Ecco anche quest’altra virtù: che non passi da una casa all’altra con instabile facilità; che anche nell’affetto dell’ospitalità sappiamo conservare la costanza e non rompiamo facilmente il rapporto di amicizia che si sia venuto instaurando, che rechiamo con noi l’annuncio della pace, affinché già il nostro primo ingresso risuoni di una benedizione di pace; dobbiamo poi essere contenti di quanto ci venga offerto da mangiare e da bere; non dobbiamo abbassare i vessilli della fede, ma predicare il vangelo del Regno dei cieli, e scuoter via dai piedi la polvere, se qualcuno non vorrà accoglierci come ospiti nella città. Egli, poi, insegna che quanti giudicheranno che il vangelo non si deve seguire subiranno una pena più grave di quanti penseranno che si deve abolire la Legge, per il fatto che Tiro e Sidone, se avessero veduto le meraviglie tanto grandi delle celesti operazioni, non avrebbero disprezzato il rimedio del pentimento.
Ma anche questa, chiamamola autosufficienza oppure arroganza mondana, non può raggiungere il dono celeste, ma neppure, a sua volta è lasciata senza un rimedio, perché a ognuno è concesso in aiuto il pentimento.
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