14.a Domenica del T. O. – B

14.a Domenica del T. O. – B

PRIMA LETTURA
Sono una genìa di ribelli, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro.
Ez 2,2-5

SALMO RESPONSORIALE
Sal 122

 

A te alzo i miei occhi,
a te che siedi nei cieli.
Ecco, come gli occhi dei servi
alla mano dei loro padroni. R./
Come gli occhi di una schiava
alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi al Signore nostro Dio,
finché abbia pietà di noi. R./
Pietà di noi, Signore, pietà di noi,
siamo già troppo sazi di disprezzo,
troppo sazi noi siamo dello scherno dei gaudenti,
del disprezzo dei superbi. R./

SECONDA LETTURA
Mi vanterò delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo.
2Cor 12,7-10

CANTO AL VANGELO
(Cf Lc 4,18)

VANGELO
Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.
Mc 6,1-6

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Gesù è la sapienza divina
mandata dal Padre
per illuminare ogni uomo
che viene nel mondo

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. (v.9)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 1-8
Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito, (v. 8)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 4, 1-14
Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest’acqua viva? (v. 11)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 7, 1-53
Gesù rispose: “La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato”, (v. 16)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 68-79
Verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte, (vv. 78b-79a)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 1, 1-4
Dio … in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, (vv.1-2a)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 7, 21-8,1
La sapienza è il più agile di tutti i moti … è un riflesso della luce perenne, (vv. 24a. 26a)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 60, 1-5.19-22
Il Signore sarà per te luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore. (v. 19b)

DAL SECONDO LIBRO DI SAMUELE, CAP. 22, 14-51
Sì, tu sei la mia lucerna, Signore; il Signore illumina la mia tenebra. (v. 29b)

COMMENTO PATRISTICO

BEDA IL VENERABILE
Dall’Esposizione sul vangelo di Marco II, VI

E uscito da lì andò nella sua patria, e lo seguivano i suoi discepoli; e venuto il sabato cominciò ad insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo, si meravigliavano della sua dottrina, dicendo: “Da dove vengono tutte queste cose a costui? E quale è la sapienza che gli è stata data e tali opere potenti che si compiono per mezzo delle sue mani”? Dice sua patria Nazaret, nella quale era stato allevato. Ma quanto grande [è] la cecità dei nazareni che, solo perché ne conoscono la stirpe, disprezzano colui che potevano conoscere come Cristo per mezzo delle sue stesse parole ed opere! Riferiscono la sapienza alla dottrina, la potenza alle guarigioni e ai miracoli che faceva. E questo ricorda con acuta e bella distinzione l’Apostolo dicendo: I Giudei chiedono i segni e i Greci cercano la sapienza; noi invece predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per le genti. Ma per quanti sono chiamati, Giudei e Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio (1Cor. 1). In questa affermazione ha certo riferito la potenza ai segni, a motivo dei Giudei, e la sapienza alla dottrina, a motivo dei Greci, cioè i pagani.

Non è questi forse il falegname figlio di Maria, fratello di Giacomo e di Giuseppe, e di Giuda, e Simone? Non sono forse anche le sue sorelle qui con noi? E si scandalizzavano di lui. Lo scandalo e l’errore dei Giudei è nostra salvezza e condanna degli eretici. Intanto vedevano l’uomo Gesù Cristo al punto da chiamarlo falegname o, secondo un altro evangelista, figlio del falegname e da testimoniare che con lui c’erano anche fratelli e sorelle. E questi sono da ritenersi non figli di Giuseppe e Maria, come gli eretici affermano, ma piuttosto, secondo il costume della Sacra Scrittura, si devono intendere i suoi parenti, così come sono chiamati fratelli Abramo e Lot, essendo Lot figlio del fratello di Abramo. E hai molti esempi simili.

Non senza preveggenza di un sicuro mistero il Signore, apparendo nella carne, volle essere chiamato e stimato falegname e figlio di falegname: che anzi, proprio per questo insegnò che era figlio, prima dei secoli, di Colui che, costruttore di tutte le cose, in principio creò il cielo e la terra (Gen. 1). Infatti anche se Fumano non è comparabile al divino, il modello è tuttavia degno, poiché il Padre del Cristo opera con il fuoco e il soffio. Per cui anche di lui, come del figlio del falegname, il suo predecessore dice: Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco (Mt 3). Egli è colui che, nella grande dimora di questo mondo, fabbrica vasi di diverso tipo, anzi, ammorbidendoli con il fuoco del suo Spirito, cambia i vasi dell’ira in vasi di misericordia. Ma i Giudei sono ignari di questo mistero: disprezzano le opere della divina potenza con la contemplazione di una discendenza secondo la carne.

E diceva loro Gesù che non ce profeta senza onore se non nella sua patria, e nella sua parentela e nella sua casa. Del fatto che il Signore Gesù Cristo sia detto profeta nella Scrittura, ne è testimone anche Mose, che, predicendo ai figli di Israele la sua futura incarnazione dice: Il Signore Dio nostro ha suscitato per voi un profeta, tra i vostri fratelli, pari a me, a lui darete ascolto (Dt 18). Non solo lui che è il capo, il Signore dei profeti, ma anche Elia e Geremia e gli altri profeti, furono stimati meno nella loro patria che nelle città straniere, perché è come naturale che i cittadini portino sempre invidia ai concittadini. Non considerano infatti le opere presenti dell’uomo, ma ricordano la fragile infanzia, come se anche loro non fossero pervenuti alla maturità attraverso i medesimi passaggi di età.

E non poteva fare in quel luogo alcun miracolo; curò solo pochi malati, imponendo loro le mani. E si meravigliava della loro incredulità. Non che non avrebbe potuto anche per loro increduli fare molti miracoli ma perché, facendone molti, non condannasse i concittadini increduli.

… Ogni giorno compie prodigi più grandi tra le genti per mezzo degli apostoli, non tanto nel risanare i corpi, quanto nella salvezza delle anime. Quanto al fatto che è detto che il Signore si meraviglia della loro incredulità, non si meraviglia come di cosa quasi inaspettata e improvvisa, lui che  conosce tutto prima  che  avvenga, così come non cominciò ad ammirare neppure la fede del centurione, come se fosse nuova e sconosciuta, allorquando, udendo le parole della sua pia confessione, dice: Neppure in Israele  ho trovato una fede così grande! (Lc 7), ma colui che conosce i segreti del cuore, poiché vuole ordinare agli uomini ciò di cui bisogna meravigliarsi, mostra di meravigliarsi lui davanti agli uomini. Era mirabile infatti la fede del centurione, che senza alcuno che gli insegnasse, senza le parole della Scrittura, senza gli oracoli degli angeli, soltanto con un l’intelligenza naturale divinamente illuminata conobbe, attraverso i miracoli, che era vero Dio colui che per la debolezza della fragilità umana aveva conosciuto come vero uomo. Ma, al contrario, non è meno mirabile l’incredulità dei Nazareni, che abbondando di maestri, e di parole divine nelle quali si predicava l’avvento del Cristo, essendo Cristo lì presente e che li portava al suo riconoscimento con parole e con segni, ciò nonostante permanevano increduli. Ma in un caso è notata la straordinaria cecità di quei Giudei, che non vollero prestare fede ai loro profeti riguardo al Cristo, né credere al Cristo nato in mezzo a loro. Nell’altro è coronata la fede delle genti, che meritarono di accogliere l’uomo Gesù Cristo, mediatore tra Dio e gli uomini, nato tra i Giudei, ma respinto, insieme con la sacra rivelazione.

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