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14.a Domenica del T.O. – A

Il carico di Cristo ch’egli si degna di imporci
si chiama carità. Animato da essa ti
sarà facile tutto ciò che prima era assai
faticoso; sorretto da essa ti sarà leggero
tutto ciò che giudicavi pesante.
S. Agostino, Discorso 68, 13

PRIMA LETTURA
Ecco, a te viene il tuo re umile.
Zc 9,9-10

SALMO RESPONSORIALE
Sal 144

SECONDA LETTURA
Se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.
Rm 8,9.11-13

CANTO AL VANGELO
(Cf Mt 11, 25)

VANGELO
Io sono mite e umile di cuore.
Mt 11,25-30

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Piccoli sono quelli che non oppongono
le proprie parole o i propri ragionamenti
alla divina Rivelazione,
ma come bimbi appena nati
bramano il puro latte spirituale.

DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 10, 13-16
Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”. (vv. 14-15)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 1, 13-2, 10
Deposta dunque ogni malizia e ogni frode e ipocrisia, le gelosie e ogni maldicenza, come bambini appena nati bramate il puro latte spirituale, per crescere con esso verso la salvezza: se davvero avete già gustato come è buono il Signore. (vv. 1-3)

SALMO 81 (80)
Sono io il Signore tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto; apri la tua bocca, la voglio riempire. Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce, Israele non mi ha obbedito. (vv. 11-12)

SALMO 131 (130)
Signore, non si inorgoglisce il mio cuore e non si leva con superbia il mio sguardo; non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze. Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia. (vv. 1-2)

DAL LIBRO DEI PROVERBI, CAP. 8
Imparate, inesperti, la prudenza e voi, stolti, fatevi assennati. (v. 5)

DAL LIBRO DEI PROVERBI, CAP. 9
Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato. Abbandonate la stoltezza e vivrete, andate diritti per la via dell’intelligenza. (vv. 5-6)

DAL CANTICO DEI CANTICI, CAP. 5
Son venuto nel mio giardino, sorella mia, sposa, e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo; mangio il mio favo e il mio miele, bevo il mio vino e il mio latte. Mangiate, amici, bevete; inebriatevi, o cari. (v. 1)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 9
Dio dei padri e Signore di misericordia, che tutto hai creato con la tua parola … dammi la sapienza, che siede in trono accanto a te e non mi escludere dal numero dei tuoi figli. … I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni. (vv. 1. 4. 14)

DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 15, 10-21
Quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità; la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore, perché io portavo il tuo nome, Signore, Dio degli eserciti. (v. 16)

COMMENTO PATRISTICO

S. GIOVANNI CRISOSTOMO
Dal Commento al Vangelo di S. Matteo, Discorso 38, 2-4 passim

Il Signore chiama a sé, dicendo: Venite a me, voi tutti che siete affaticati e aggravati, e io vi darò sollievo.

Non chiama questo o quello in particolare, ma si rivolge a tutti quanti sono tormentati dalle preoccupazioni, dalla tristezza, o si trovano in peccato. Venite, non perché io voglia chiedervi conto delle vostre colpe, ma per perdonarle. Venite, non perché io abbia bisogno delle vostre lodi, ma perché ho una ardente sete della vostra salvezza. Io infatti, egli dice, vi darò sollievo. Non dice semplicemente: io vi salverò, ma ciò che è molto di più: vi porrò in assoluta sicurezza, perché questo è il senso delle parole: vi darò sollievo.

Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me che sono mite e umile di cuore, e così troverete conforto alle anime vostre; poiché il mio giogo è soave, e il mio peso è leggero. Non vi spaventate dunque quando sentite parlare di giogo, perché esso è soave e non abbiate timore quando udite parlare di peso, perché esso è leggero.

Ma perché, allora – voi dite – ha parlato precedentemente della porta stretta e della via angusta?

Pare così quando noi siamo pigri e spiritualmente abbattuti. Ma se tu metti in pratica e adempi le parole di Cristo, il peso sarà leggero. È in questo senso che così lo definisce. Ma come si può adempire ciò che Gesù dice? Puoi far questo se tu diventi umile, mite e modesto. Questa virtù è infatti la madre di tutta la filosofia cristiana. Per questo motivo quando egli incomincia a insegnare quelle sue divine leggi, inizia dall’umiltà. Egli conferma qui quanto disse allora, e promette che questa virtù sarà grandemente ricompensata. Essa non sarà – dice in sostanza – utile solo agli altri, in quanto voi prima di tutti ne riceverete i frutti, poiché troverete conforto alle anime vostre. Ancor prima della vita eterna il Signore ti dà già la ricompensa e ti offre la corona del combattimento: in questo modo e col fatto che propone se stesso come esempio, rende accettabili le sue parole.

Che cosa temi? – sembra dire il Signore. Temi di apparire degno di disprezzo, se sei umile? Guarda a me: considera tutti gli esempi che ti ho dati e allora riconoscerai chiaramente quale grande bene è l’umiltà.

Osserva come esorta e conduce con tutti i mezzi i discepoli all’umiltà; dapprima con il suo esempio: Imparate da me che sono mite e umile di cuore; poi con le ricompense che essi otterranno: troverete conforto alle anime vostre con la grazia che egli stesso concederà loro: io vi darò sollievo; rendendo dolce e leggero il suo giogo: poiché il mio giogo è soave, e il mio peso leggero.

Nello stesso modo anche Paolo persuade i cristiani dicendo loro: Invero il lieve e momentaneo peso della nostra tribolazione, prepara a noi, oltre ogni misura, un peso eterno di gloria (2 Cor 4, 17).

Ma come il Signore può definire leggero il suo peso dato che egli stesso ha detto senza disamare suo padre e sua madre, chi non porta la sua croce e mi segue non è degno di me e se qualcuno non rinunzia a tutto ciò che possiede non può essere mio discepolo? Come può essere leggero il suo fardello, se egli ingiunge persino di perdere la propria vita? Te lo insegni Paolo che dice: Chi ci potrà separare dall’amore di Cristo? La tribolazione o l’angoscia o la persecuzione o la fame o la nudità o il pericolo o la spada? (Rm 8, 35), e aggiunge nello stesso passo: Io stimo che le sofferenze del tempo presente non hanno proporzione alcuna con la gloria che si dovrà manifestare in noi (Rm 8, 18). Ti rispondano gli apostoli che, usciti dal sinedrio dopo essere stati fustigati, se ne andarono via lieti di essere stati fatti degni di patire oltraggi per il nome di Gesù (At 5, 41).

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Vedi anche

4.a Domenica del T.O. – B

La medicina della salvezza ha dovuto operare
contro lo stesso autore della morte,
riducendo innanzitutto al silenzio la
lingua del serpente, affinché non spargesse
più oltre il suo veleno.
S. Beda il Venerabile, Esp. sul vang. di Marco, I

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