14.a Domenica del T.O. – A

Il carico di Cristo ch’egli si degna di imporci
si chiama carità. Animato da essa ti
sarà facile tutto ciò che prima era assai
faticoso; sorretto da essa ti sarà leggero
tutto ciò che giudicavi pesante.
S. Agostino, Discorso 68, 13

PRIMA LETTURA
Ecco, a te viene il tuo re umile.
Zc 9,9-10
SALMO RESPONSORIALE
Sal 144
SECONDA LETTURA
Se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.
Rm 8,9.11-13
CANTO AL VANGELO
(Cf Mt 11, 25)
VANGELO
Io sono mite e umile di cuore.
Mt 11,25-30
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Per la prontezza della sua obbedienza
il Padre dona a Gesù, suo figlio prediletto,
tutta la pienezza della sua grazia
e lo costituisce unico dispensatore della Rivelazione divina.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18
Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato. (v. 18)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 22-36
Colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. (vv. 34-35)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14, 1-14
Gli disse [a Tommaso] Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto”. (vv. 6-7)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 17
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro. (vv. 25-26)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 28, 16-20
Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo”. (vv. 18-19)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 9, 22-36
Dalla nube uscì una voce, che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo”. (v. 35)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 3
Le loro menti furono accecate; infatti fino ad oggi quel medesimo velo rimane, non rimosso, alla lettura dell’Antico Testamento, perché è in Cristo che esso viene eliminato. (v. 14)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI, CAP. 2, 1-11
Cristo Gesù umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome. (vv. 8-9)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 1, 13-20
Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli. (vv. 19-20)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 42, 1-9
Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni. (v. 6)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 68

Desideri essere felice? Va’ da Colui che proclama: Io vi farò riposare. Soltanto è necessario che tu impari ciò che dice: Imparate da me che sono mite ed umile di cuore. … Sarai umile solo se darai ascolto a Colui che per te è diventato umile. Impara da Cristo ciò che non impari dall’uomo: in lui risiede la regola dell’umiltà. Chi si avvicina a lui prima viene formato mediante l’umiltà perché sia onorato nell’esaltazione.

… Fin dove è arrivato per amputare il tuo orgoglio?

Fino al disonore della croce. Ma forse è piccolo solo apparentemente? Egli ch’era Dio per natura. Ma rifletti: quando mai tu hai avuto la natura divina? Eppure ti vergogni di abbassarti, tu, per il quale si è abbassata la natura di Dio? Imparate – dice – da me. Forse voi non avete appreso da chi dovevate imparare il fondamento così importante della vostra alta dignità: Da me – dice – imparate che sono mite ed umile di cuore, e troverete riposo per le vostre anime. Voi con i vostri desideri cercate senza dubbio il riposo; in effetti, mentre voi cercate, siete senza pace per essere una buona volta in pace appena trovate ciò che cercate. Ma voi pensando così siete in errore; trovando ciò che cercate contro il vostro bene, sarete ancora più agitati. Imparate da me che sono mite ed umile di cuore, e troverete riposo per le vostre anime, poiché il mio giogo è leggero. Avevi paura d’essere legato: Il mio giogo è delicato; è dolce; se temevi d’esser legato, desidera d’essere allietato. Non vedete che anche nei corpi di coloro i quali vanno in cerca di beni umani e che desiderano piaceri temporali, ci sono dei legami di cui gli uomini si compiacciono?

Quanto è difficile che costoro permettano d’esserne sciolti! Chi ha una collana, si compiace della collana distorta dalla cupidigia. Ma tu pensi forse che il giogo di Cristo ti strangolerà? Non aver paura, prendilo: è delicato; esso frena la sciagurata libertà, non produce alcuna angustia. E il mio carico è leggero. Non credere ch’io non t’imporrò alcun peso; se tu sarai un mio giumento – così ti dice il tuo Signore – anch’io ti porrò sulle spalle il mio carico, ma non aver paura: esso è leggero, non ti opprimerà ma ti solleverà, non sarà per te un onere ma un onore.

Non è però così leggero, sebbene non sia molto pesante; è come i piccoli pesi che quando sono portati, fanno dire a chi li porta: “È un carico leggero”; tuttavia anche un carico leggero ha un certo peso; anche se non grave. Il carico di Cristo invece è tanto leggero che solleva; non sarai schiacciato con esso o da esso, ma senza di esso non ti solleverai.

Devi considerare che questo carico è per te come per gli uccelli è il peso delle ali; se gli uccelli avranno il peso delle ali, si alzeranno a volo, ma se saranno loro tolte le ali, rimarranno a terra. In realtà che c’è di pesante per chi ama? Non vediamo forse – per tralasciare innumerevoli casi da cui è travagliato e oppresso il genere umano – quanto si affatichi chi ha la passione della caccia? Quante fatiche deve sopportare, quale calura l’estate, quale freddo l’inverno, quali fitte boscaglie, quali difficoltà nei sentieri, quali difficoltà attraverso i monti? L’amore tuttavia rende non solo tollerabili tutte queste fatiche, ma perfino dolci: tanto dolci che, se a quello si vietasse di andare a caccia, allora si angustierebbe, soffrirebbe un orribile dolore dell’animo; non sopporterebbe il riposo. Si sopportano tante fatiche per raggiungere un cinghiale, ma difficilmente si soffre per giungere a Dio!

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