Il carico di Cristo ch’egli si degna di imporci
si chiama carità. Animato da essa ti
sarà facile tutto ciò che prima era assai
faticoso; sorretto da essa ti sarà leggero
tutto ciò che giudicavi pesante.
S. Agostino, Discorso 68, 13
Ecco, a te viene il tuo re umile.
Zc 9,9-10 SALMO RESPONSORIALE
Sal 144 SECONDA LETTURA
Se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.
Rm 8,9.11-13 CANTO AL VANGELO
(Cf Mt 11, 25) VANGELO
Io sono mite e umile di cuore.
Mt 11,25-30 PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO
Il Padre celeste si compiace
della docile obbedienza dei suoi figli,
perché può così inserirli
nel dolcissimo e misterioso gioco del suo amore.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 16-21
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. (v. 16)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 12, 1-13
Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto. (v. 2)
SALMO 32 (31)
Non siate come il cavallo e come il mulo privi d’intelligenza; si piega la loro fierezza con morso e briglie, se no, a te non si avvicinano. (v. 9)
DAL CANTICO DEI CANTICI, CAP. 2
Somiglia il mio diletto a un capriolo o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia attraverso le inferriate. Ora parla il mio diletto e mi dice: “Alzati, amica mia, mia bella, e vieni!”. (vv. 9-10)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 1, 10-20
Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. (v. 19)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 62, 1-12
Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma tu sarai chiamata Mio compiacimento e la tua terra, Sposata, perché il Signore si compiacerà di te e la tua terra avrà uno sposo. (v. 4)
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 2, 1-13
Mi fu rivolta questa parola del Signore: “Va’ e grida agli orecchi di Gerusalemme: Così dice il Signore: Mi ricordo di te, dell’affetto della tua giovinezza, dell’amore al tempo del tuo fidanzamento, quando mi seguivi nel deserto, in una terra non seminata”. (vv. 1-2)
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 20, 7-18
Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto forza e hai prevalso. Sono diventato oggetto di scherno ogni giorno; ognuno si fa beffe di me. (v. 7)
DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 16, 1-14
Passai vicino a te e ti vidi; ecco, la tua età era l’età dell’amore; io stesi il lembo del mio mantello su di te e coprii la tua nudità; giurai alleanza con te, dice il Signore Dio, e divenisti mia. (v.8)
DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 22
Disse [l’angelo del Signore]: “Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio, io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza”. (vv. 16-17a)
COMMENTO PATRISTICO
S. AGOSTINO
Dal Discorso 67, 5
Ascolta dunque il Signore che confessa: Confesso a te Padre, Signore del cielo e della terra. Che cosa confesso?
Per che cosa ti lodo? Quest’azione di confessare ha significato di lode. Perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai fatte conoscere ai piccoli. Che vuol dire ciò fratelli? Dovete intenderlo nel senso contrario: Hai nascosto queste cose – dice – ai sapienti e agli intelligenti; ma non dice: Le hai fatte conoscere agli stolti e agli stupidi, ma dice: Le hai nascoste, bensì, ai sapienti e agli intelligenti e le hai fatte conoscere ai piccoli. Ai superbi e agli intelligenti degni d’essere derisi, agli arroganti falsamente grandi, ma in verità gonfi di sé, oppose non gli stolti né gli stupidi, ma i piccoli. Chi sono i piccoli? Gli umili.
Ebbene: Hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti. Egli stesso spiegò che sotto il nome di sapienti e intelligenti, s’intendono i superbi, quando dice: E le hai fatte conoscere ai piccoli. Dunque: Le hai nascoste a coloro che non sono piccoli. Che significa ai non piccoli? Significa: ai non umili. E che significa ai non umili se non ai superbi? O via del Signore! O non c’era o era nascosta perché fosse fatta conoscere a noi! Perché il Signore esultò? Perché essa è stata rivelata ai piccoli. Dobbiamo essere piccoli, poiché se vorremo essere grandi, ritenendoci sapienti e intelligenti, non ci sarà rivelata. Chi sono i grandi? I sapienti e gli intelligenti. Affermando d’esser sapienti, son diventati stolti (Rm 1, 22). Hai un rimedio nel contrario. Se, affermando d’essere sapiente, diventi stolto, chiamati stolto e sarai sapiente.
Ma dillo sul serio, dillo nel tuo intimo, poiché è come tu dirai. Se lo dici, non dirlo davanti alla gente e non tacerlo davanti a Dio. Per quanto riguarda te stesso e le tue facoltà, sei del tutto pieno di tenebre. Che cos’altro infatti è esser stolto, se non essere tenebroso nel cuore? Così in effetti di essi la Scrittura afferma: Dicendo d’essere sapienti son diventati stolti. E prima di fare quest’affermazione, che cosa dice d’altro? E il loro cuore stolto si ottenebrò.
Tu devi dire che non sei luce a te stesso. Al massimo sei un occhio, non sei luce. A che giova un occhio aperto e sano, se manca la luce? Di’ dunque che la luce non proviene da te e grida ciò che dice la Scrittura: Tu, o Signore, darai luce alla mia lampada; con la tua luce, Signore, illuminerai le mie tenebre (Sal 17, 29). Io non sono altro che tenebre, tu invece sei la luce che fuga le tenebre e che m’illumina; luce per me che non si sprigiona da me, bensì luce ch’è parte di quella che proviene da te.
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