Ascoltino i cristiani, che ogni giorno toccano
il Corpo di Cristo, quale medicina
possono ricevere dal corpo stesso, se una
donna carpì tutta la salute dal solo lembo
della veste di Cristo.
S. Pier Crisologo, Omelia 34
PRIMA LETTURA
Per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo.
SALMO RESPONSORIALE
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa. R/.
Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera ospite è il pianto
e al mattino la gioia. R/.
Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!
Hai mutato il mio lamento in danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre. R/.
SECONDA LETTURA
La vostra abbondanza supplisca all’indigenza dei fratelli poveri.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Fanciulla, io ti dico: Àlzati!
In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.
PREGHIERA DEI FEDELI
Preghiamo insieme e diciamo: Illuminaci con la tua parola, Signore.
1. Per la Chiesa di Dio: là dove domina la cultura di morte, essa diffonda nel mondo la parola di Gesù, che dona la vita ed offre la speranza, preghiamo.
2. Per tutti i cristiani: in tutti i luoghi dove le tragedie affliggono l’umanità, possano essere segno della presenza del Signore, che allevia le sofferenze degli ultimi e protegge la vita di tutti gli esseri viventi, preghiamo.
3. Per tutti i giovani che per imprudenza o inconsapevolezza rischiano la vita e hanno smarrito il rispetto di se stessi: sappiano ritrovare la strada della vita e la gioia delle piccole cose che rendono preziosa anche la noia della quotidianità, preghiamo.
4. Per tutti i poveri, per i senza tetto: perché, guardando a Cristo, che si è fatto povero perché noi diventassimo ricchi, tutti sappiamo riscoprire il valore delle cose, e viviamo la solidarietà evitando gli sprechi e accogliendo i bisogni dei più disagiati, preghiamo.
5. Per la nostra comunità: sappia promuovere sempre il valore e il rispetto della vita e la cura per ogni essere vivente, preghiamo.
O Padre, che ci hai resi ricchi con il dono della vita del tuo Figlio Gesù, donaci la grazia di vivere per sempre con te, nella gioia del Paradiso, dove la vita non avrà mai fine. Per Cristo nostro Signore.
PERCORSO ESEGETICO
Il Verbo di Dio viene su questa “riva”,
cioè si incarna nel mondo,
per manifestare la sua compassione
per la nostra condizione di miseria
e la sua volontà di salvezza.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 11, 1 – 44
Gesù … quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che eranovenuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: “Dove l’avete posto?”, (v. 33)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 9, 35 – 39
Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore, (v. 36)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 11, 25 – 30
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò, (v. 28)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 10, 29 – 37
Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione, (v. 33)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 10, 34 – 43
Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. (v. 38)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, cap. 2, 14-18
Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch’egli ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, (v. 14)
DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 38, 1-15
Dall’Altissimo viene la guarigione, (v. 2a)
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 31, 7 – 22
Essi erano partiti nel pianto, io li riporterò tra le consolazioni, (v. 9a)
DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 16, 1 – 14
Passai vicino a te e ti vidi … io stesi il lembo del mio mantello su di te e coprii la tua nudità, (v. 8a)
DAL LIBRO DEL PROFETA OSEA, CAP. 11, 1-11
Come potrei abbandonarti, Efraim, come consegnarti ad altri, Israele? … Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione, (v. 8)
DAL LIBRO DELL’ESODO, CAP. 3, 7 – 12
Ho osservato la miseria del mio popolo … conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo, (vv. 7-8a)
COMMENTO PATRISTICO
SAN PIER CRISOLOGO
Dall’Omelia 33, 1. 3-5
Udrete oggi, fratelli, e, secondo la testimonianza del santo evangelista Marco, conoscerete insieme a me come un capo di sinagoga corra a prostrarsi davanti a Cristo, confessandolo doppiamente Dio e Signore, adorandolo secondo il comandamento della legge che dice: Adorerai il Signore Dio tuo (Dt 6, 13), e chiamandolo restitutore di vita, mentre implora salute per la figlia morente.
… Venne, dice, da lui un arcisinagogo di nome Giairo e, vedendolo, si prostrò davanti ai suoi piedi e lo pregava insistentemente, dicendo: Mia figlia è in fin di vita; ma vieni ad imporre la tua mano su di lei perché si salvi.
Il fatto di lamentare in questo modo, con accorata supplica, l’agonia della figlia e di chiedere così la guarigione della malattia, attesta e dimostra a sufficienza un affetto disperato. E per questo che viene richiesto un simile genere di cura: Vieni ad imporre la tua mano su di lei. Il malato non prescrive come essere curato, ma solo implora d’essere guarito. Ma, essendo arcisinagogo, conosceva perciò la legge ed aveva letto che, mentre tutte le altre cose (sono state create) con la parola, l’uomo è stato plasmato dalla mano di Dio (cfr. Gen 2, 7). Credette dunque in Dio, dal momento che chiede che dalla stessa mano da cui sapeva che la figlia era stata creata, fosse ricreata e restituita alla vita.
Abbiamo compreso che cosa significhi Vieni ad imporre la tua mano su di lei, come implora Colui che spontaneamente intraprese la creazione, a restaurare, dopo esser stato supplicato, una seconda volta. È questo che il profeta dichiara, quando canta nei salmi: Tu mi hai plasmato ed hai posto sopra di me la tua mano (Sal 138, 5). Colui che pose (la mano) creando dal nulla infatti, la impose una seconda volta per restaurare dalla rovina. Alla fine il medesimo salmista, come sperimentò l’efficacia di questa mano ed ottenne misericordia, proruppe ripetutamente nell’esclamazione: La destra, dice, del Signore ha compiuto prodigi, la destra del Signore mi ha esaltato (Sal 117, 16). E, avendo meritato di dimostrare quel che l’arcisinagogo aveva chiesto, aggiunse: Non morirò, ma vivrò. Quello, chiedendo, aveva detto: Vieni ad imporre la tua mano perché si salvi e viva; questo, ormai esaudito, esulta: Non morirò, ma vivrò.
La destra del Signore è Cristo, come sappiamo dalla parola del profeta. E davvero esercitò la potenza quando sconfisse il diavolo, quando, dopo aver legato il forte, come egli stesso disse, rubò i suoi beni; quando distrusse l’inferno, mortificando la morte stessa. E veramente ci ha esaltato, portandoci fuori dall’abisso ed elevandoci al cielo.
Ma verta adesso il discorso alla donna che, per un’occulta piaga ed un vergognoso male, chiese un rimedio tale da proteggere il proprio pudore e conservare il rispetto di colui che la guarì.
… Non così due mari si confondono con le loro onde, come l’animo di questa donna era agitato da un duplice carico di pensieri. Dopo gli interventi disperati dei medici, dopo le costose medicine, dopo una cura inutile ed interminabile, dove la scienza e l’abilità dei medici aveva ormai fallito, quando era esaurita ogni risorsa dell’ammalata, la vergognosa piaga si fece incontro al Creatore stesso, non per caso ma per volontà divina, perché ciò che non si potè curare con la scienza umana per tanti anni, fosse guarito soltanto con la fede e l’umiltà.
La donna si teneva in disparte, cosparsa di naturale pudore, per il fatto che la legge giudaica l’aveva definita immonda dicendo: Sarà immonda e non toccherà ciò che è sacro (Lev 12, 4). Temeva di toccare, per il rischio di subire la collera dei giudei e la sentenza della legge, senza osar [neppure] di parlare per non turbare e molestare l’udito dei circostanti e non divenire zimbello per la folla, dopo esser stata per tanti anni palestra e sgabello di sofferenze. Poiché non riusciva più a sopportare un dolore diuturno ed incessante e la rapidità di Cristo che passava restringeva il tempo per decidere e, d’altra parte, comprendeva che a chi tace, a chi si nasconde, non è dato di guarire dal proprio male, in mezzo a questo conflitto di pensieri la donna trovò una sola via di salvezza: rubare la guarigione, carpire in silenzio quel che non riusciva a chiedere sia per vergogna che per rispetto verso colui che stava per soccorrerla; giungere con il cuore al medico, per ciò che non meritava con il corpo; toccare la veste soltanto con la mano della fede, sapendo che quest’inganno, dovuto non alla volontà ma ad un inevitabile pudore, non solo il perdono, ma anche la guarigione avrebbe procurato, specialmente perché pur facendo guadagnare il ladro, nessun danno produceva al derubato. Pio ladrocinio, perpetrato con la complicità e per istigazione della fede! Ecco quando la virtù è cercata in cose contrarie: la frode, con la connivenza della fede ha ottenuto quel che cercava. Una donna si fa avanti tra la folla che si accalca, per non esser riconosciuta, e ha presunto di poter rubare la guarigione con la sola fede, per rimanere nascosta nella persona. Si avvicina da dietro, ritenendosi indegna di essere vista. La fede risanò in una frazione di tempo quel che in dodici anni la scienza umana non potè guarire.
Dopo quest’esempio per sua colpa si trascina per lungo tempo nelle malattie e per sua negligenza lungamente soffre, chi non sa curarsi con la sola fede, ma si sobbarca alla spesa delle medicine. La donna toccò la veste e fu guarita, fu liberata da un male antico: infelici noi che, pur prendendo e mangiando ogni giorno il Corpo del Signore, non guariamo dalle nostre piaghe. Non Cristo manca a chi è malato, ma la fede. Infatti molto di più adesso che rimane fra noi potrà curare i feriti, chi di passaggio guarì in questo modo una donna che si nascondeva.
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