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13.a Domenica del T.O. – A

Amate il Signore! Di più degno di amore
non trovate nulla.
S. Agostino, Discorso 349, 5

PRIMA LETTURA
Costui è un uomo di Dio, un santo, si fermi da noi.
2Re 4,8-11.14-16

SALMO RESPONSORIALE
Sal 88

SECONDA LETTURA
Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti con lui: camminiamo in una vita nuova.
Rm 6,3-4.8-11

CANTO AL VANGELO
(Cf 1 Pt 2, 9)

VANGELO
Chi non prende la croce non è degno di me. Chi accoglie voi, accoglie me.
Mt 10,37-42

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Il Signore stima degni della sua comunione
coloro che, non desiderando altro che la conoscenza di lui,
crocifiggono la propria volontà
per seguirlo dovunque va.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14
Gli rispose Gesù: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. (v. 23)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 6, 1-21
Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. (v. 10)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 16, 21-28
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. (v. 24)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 22, 28-30
Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; e io preparo per voi un regno, come il Padre l’ha preparato per me. (vv. 28-29)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 2, 15-22
Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. (v. 20)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 5, 13-25
Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. (v. 24)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 6
Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. (v. 14)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI, CAP. 3
Tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo. (v. 8)

SALMO 73 (72)
Chi altri avrò per me in cielo? Fuori di te nulla bramo sulla terra. (v. 25)

DAL CANTICO DEI CANTICI, CAP. 1
Dimmi, o amore dell’anima mia, dove vai a pascolare il gregge, dove lo fai riposare al meriggio, perché io non sia come vagabonda dietro i greggi dei tuoi compagni. (v. 7)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 65/A 1-2. 11

Il Signore, esortandoci al suo amore, cominciò col ricordare le persone che noi giustamente amiamo: Chi amerà – dice – il padre e la madre più di me, non è degno di me. Se dunque non è degno di Cristo chi pone il padre al di sopra di Cristo, in qual modo sarà degno di seguire in qualche modo Cristo chi pone l’oro al di sopra di Cristo? Vi sono infatti cose che si amano male nel mondo e rendono immondo chi le ama. L’amore illecito è un grande inquinamento dell’anima e un peso che opprime chi desidera volare. Infatti quanto l’animo è rapito verso l’alto da un amore giusto e santo, altrettanto è sprofondato negli abissi da un amore ingiusto e immondo.

Accade a ciascuno di essere portato là dove ha da portarlo il proprio peso cioè il proprio amore. Poiché non è portato dove non dev’essere portato, ma dove deve. Chi poi ama il bene sarà trasportato verso ciò che ama, e dove sarà se non dov’è il bene ch’egli ama?

Con la prospettiva di quale premio Cristo Signore ci esorta ad amarlo, se non quello che si compia quanto chiede al Padre: Voglio che anche questi siano con me dove sono io (Gv 17, 24)? Desideri essere dov’è Cristo? Ama Cristo e da questo peso verrai trasportato dove si trova il Cristo. Ciò che ti trascina e ti rapisce verso l’alto non ti permetti di cadere in basso. Non cercare nessun altro mezzo per salire in alto: amando fai leva, amando sei trasportato in alto, amando ci arrivi. Ti sforzi infatti quando lotti con l’amore immondo, vieni trascinato quando vinci, ci arrivi quando vieni coronato. Chi mi darà ali – dice un amante – come quelle d’una colomba, e volerò e mi riposerò? (Sal 54, 7). Cercava ancora le ali, ancora non le aveva e per questo gemeva; ancora non godeva, ancora lottava, ancora non veniva trasportato. Siamo dunque assediati dalle voci di molti amori contrari alla legge di Dio. Da ogni parte seducono e trattengono chi vuole volare, dappertutto le realtà visibili ci costringono per così dire ad amarle. Ma cerchiamo di non farci costringere, giudicarle per quello che sono, di non lasciarcene vincere.

Il mondo è attraente e ci lusinga con le sue molte bellezze. Non si possono contare quante se ne presenta ogni giorno allo spirito l’amore illecito. Ma l’amore molteplice si vince con l’unico amore. Per vincere l’amore per molti beni è necessario l’amore per un solo bene; l’unico amore buono contro tutti quelli cattivi. Poiché l’unità vince la varietà e la carità vince la cupidità. Quel tale diceva: Chi mi darà le ali? per avere il mezzo di volare al riposo, poiché neppure nei beni di quaggiù, che si chiamano beni in questo mondo, trovava riposo colui che amava un altro bene. Chi ama la patria trova amaro anche un esilio delizioso tra molte cose che invitano ad essere amate. …

Nessuno deve amare padre, madre, moglie e figli più di quanto deve amare Cristo. Le stesse cose che si amano rettamente, che si amano santamente, a causa delle quali si commette peccato se non si amano, nessuno deve amarle più di quanto si deve amare Cristo; nessuno deve amarle al pari di Cristo.

… Ti pare forse giusto che Cristo sia amato da te tanto quanto il padre, la madre, la moglie? È giusto per te mettere il Creatore allo stesso livello della creatura? È forse giusto? Dove va a finire ciò che ci viene proclamato: Ponete in me ordine alla carità (Ct 2, 4)? Non è morto per te né tuo padre, né tua madre, né i tuoi figli. …

Il Cristo ti ha amato prima che tu fossi; ti ha creato; ti h predestinato prima della creazione del mondo; ti ha nutrito per mezzo di tuo padre e di tua madre, dopo ch’eri stato già creato. Poiché non l’hanno prodotto loro quel che ti trasmettono i genitori. Ti ha amato, ti ha creato, ti ha nutrito, ha sacrificato se stesso per te, ha dovuto subire insulti e ferite per te, ti ha redento col proprio sangue. Non hai paura e non esclami: Che cosa renderò in cambio al Signore per tutto quello che mi ha dato? (Sal 115, 12). Che cosa renderai al Signore per tutto ciò che ti ha dato?

Ascolta le sue parole: Chi ama il padre o la madre più di me, non è degno di me. Ascolta le sue parole, temi le sue minacce, ama le sue promesse. Che cosa hai reso in cambio al Signore per tutto quel che ti ha dato? Ecco, già gliel’hai reso. Che cosa gli hai reso? Hai forse salvato lui come egli ha salvato te? L’hai introdotto nella vita eterna com’egli ha introdotto te? Lo hai creato com’egli ha creato te? L’hai forse fatto Dio com’egli ti ha fatto uomo? Che cosa gli hai dato in compenso, se non il fatto che tornasse da te? Se rifletti bene alla verità, non hai restituito a lui, ma hai dato a te stesso. E tuttavia neppure ciò l’hai avuto da te stesso. Che cosa infatti hai senza averlo ricevuto? Perché non trovi che cosa restituire al Signore? Restituisci te stesso a lui, restituiscigli ciò che ti ha fatto. Restituisci te stesso, non le tue cose, la sua creatura, non la tua iniquità.

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6.a Domenica del T.O. – B

Come hai purificato il lebbroso dalla sua
infermità, o Onnipotente, così guarisci il
male delle nostre anime, tu che sei misericordioso,
per intercessione della Madre
di Dio, o medico delle nostre anime, Amico
degli uomini e salvatore immune da peccato.
Romano il Melode, Inni, 23, Proemio

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