12.a Domenica del T.O. – A

Permise che morissimo colui che poteva
farci risorgere; permise che fossimo uccisi
colui che poteva ridarci la vita.
S. Pietro Crisologo, Sermone 101, 9

PRIMA LETTURA
Ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.
Ger 20,10-13
SALMO RESPONSORIALE
Sal 68
SECONDA LETTURA
Il dono di grazia non è come la caduta.
Rm 5,12-15
CANTO AL VANGELO
(Gv 15,26.27)
VANGELO
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.
Mt 10,26-33
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Compito della Chiesa è annunciare
con franchezza e senza timore la parola divina
tenendo alta la luce della verità,
di cui essa è stata resa candelabro per il mondo intero.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 5, 1-16
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. (vv. 14-15)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 28, 16-20
Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni. (v. 19a)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 9
Non è infatti per me un vanto predicare il vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. (vv. 16-17)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 2, 12-17
Siano rese grazie a Dio, il quale ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero! (v. 14)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI, CAP. 2, 12-18
Siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita. (vv. 15-16a)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 21, 9-27
La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello. (v. 23)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 60
Poiché, ecco, le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le nazioni; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno i popoli alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. (vv. 2-3)

DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 24
Farò ancora splendere la mia dottrina come l’aurora; la farò brillare molto lontano. (v. 30)

SALMO 48 (47)
Grande è il Signore e degno di ogni lode nella città del nostro Dio. Il suo monte santo, altura stupenda, è la gioia di tutta la terra. Il monte Sion, dimora divina, è la città del grande Sovrano. (vv. 2-3)

COMMENTO PATRISTICO

S. MASSIMO DI TORINO
Dal Sermone 72, 2

Chi dunque non avrebbe premura di possedere Cristo che non può essergli rubato da un predone né sottratto da un nemico né separato da lui a causa della schiavitù? Chi ha infatti Cristo non teme l’uomo nemico. Che cosa potrebbe fare al sapiente?

Porta via il suo bestiame? Questo suole fare anche la pestilenza. Saccheggerà gli armenti? Ha esperienza di una tale perdita sopportando i ladri di bestiame. Forse potrebbe ucciderlo. Non gli reca un fastidio, glielo toglie. Infatti gli ha provocato quello che gli potrebbe provocare la febbre con maggior pena, specialmente poiché il Signore dice: Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima.

Dunque egli deve temere di più i predoni spirituali, che sono soliti togliere non solo i corpi degli uomini ma anche le anime; che cercano di sottrarre non tanto l’oro del mondo, quanto l’oro della fede; che predano non tanto la sostanza materiale, quanto la sapienza di Cristo. Infatti gli stessi nemici spirituali scatenano contro di noi questi nemici carnali, affinché dimostriamo, trovandoci nella tribolazione, quale fiducia abbiamo in Dio, chiedendo solo a lui il rimedio. Vi sono infatti alcuni che, trovandosi nella tribolazione, affermano che i nemici vincono con arti disoneste e che perciò devono essere vinti con le medesime arti, chiedendo la vittoria ai demoni, perché non sperano in Dio. Questi disgraziati non sanno che cosa fanno, che cosa dicono. Mentre temono per i loro beni, si sono dimenticati della religione e della fede, poiché non perderanno – è vero – le loro cose, ma hanno perduto – ciò che è più grave – le loro anime. Dice il santo Giobbe: Se abbiamo ricevuto i beni dalla mano del Signore, perché non sopporteremo anche i mali?; cioè, se proviamo gioia quando ci capitano le fortune, perché non dovremmo farci forza quando ci accadono le sventure? Per il sapiente, infatti, sopportare le avversità è un esercizio della virtù.

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