PRIMA LETTURA
Professione di fede del popolo eletto.
SALMO RESPONSORIALE
R. Resta con noi, Signore, nell’ora della prova.
SECONDA LETTURA
Professione di fede di chi crede in Cristo.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
Gesù fu guidato dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Il deserto è il luogo della prova
e del combattimento dell’anima.
Il Signore vi conduce il suo popolo
per donargli la purezza della fede e dell’umiltà.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 1-15
Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: “Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?”. Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. (vv. 5-6)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 11, 1-19
Che cosa siete andati a vedere nel deserto? (v. 7)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 9, 24-10, 13
Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla. (v. 13)
SALMO 26 (25)
Scrutami, Signore, e mettimi alla prova, raffinami al fuoco il cuore e la mente. (v. 2)
DAL LIBRO DEI PROVERBI, CAP. 17
Il crogiolo è per l’argento e il forno per l’oro, ma chi prova i cuori è il Signore. (v. 3)
DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 4, 11-19
[La Sapienza] dapprima lo condurrà per luoghi tortuosi, gli incuterà timore e paura, lo tormenterà con la sua disciplina, finché possa fidarsi di lui, e lo abbia provato con i suoi decreti. (v. 17)
DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 15, 11-20
Egli ti ha posto davanti il fuoco e l’acqua; là dove vuoi stenderai la tua mano. Davanti agli uomini stanno la vita e la morte; a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà. (vv. 16-17)
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 2, 1-7
Mi ricordo di te, dell’affetto della tua giovinezza, dell’amore al tempo del tuo fidanzamento, quando mi seguivi nel deserto, in una terra non seminata. (v. 2b)
DAL LIBRO DEL PROFETA OSEA, CAP. 2
Perciò, ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. (v. 16)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 8, 1-20
Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandi. (v. 2)
COMMENTO PATRISTICO
AMBROGIO DI MILANO
Dall’Esp. del Vang. sec. Luca, IV, 9-12.17-26 passim
Apprendiamo che tre sono gli strali del diavolo, dei quali suole armarsi per impigliare l’anima dell’uomo: uno, la gola, il secondo, la vanagloria, il terzo l’ambizione. E ha preso le mosse di là dove già aveva vinto una volta. Perciò io comincio a vincere in Cristo, proprio là dove in Adamo fui soggiogato, purché io prenda Cristo, immagine del Padre, come esempio di virtù.
…
Considera dunque le armi di Cristo, con le quali Egli ha vinto non per sé, ma per te. Infatti Colui, che, infondendo una natura in un’altra, aveva dimostrato con la sua maestà che si possono cambiare le pietre in pane, ti insegna che non devi far nulla per far piacere al diavolo, nemmeno col pretesto di far vedere la tua virtù. Considera altresì, in questa tentazione, l’astuzia da vero artista, propria del diavolo.
Egli tenta per rendersi conto, e si rende conto per tentare. Invece il Signore lo inganna in modo da vincerlo, e lo vince in modo da ingannarlo. Se Egli avesse trasformato la natura, si sarebbe tradito come Creatore. Pertanto risponde evasivamente, dicendo: Sta scritto: Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola di Dio.
Vedi di quali armi sì serve per difendere l’uomo dagli assalti degli spiriti iniqui, dopo averlo circondato e protetto contro gli allettamenti della gola. Difatti non usa la sua potenza in quanto Dio – a che cosa questo mi sarebbe servito? – ma, in quanto uomo, si procura un aiuto comune, affinché l’uomo, tutto intento a pascersi delle Scritture divine, dimentichi la fame del corpo, e si nutra del Verbo celeste. Assorto nel Verbo, Mosè non desiderò più il pane; assorto nel Verbo, Elia non avvertì più la fame di un digiuno prolungato. Chi segue il Verbo non può desiderare un pane terrestre, poiché riceve la sostanza del Pane celeste – non c’è dubbio che le realtà divine sono superiori a quelle umane, e le spirituali a quelle materiali – e perciò chi desidera la vita vera aspetta quel pane, che per mezzo di una sostanza invisibile sostiene il cuore dei mortali. …
Segue lo strale della vanagloria, in cui si pecca facilmente, perché mentre gli uomini desiderano di vantare il merito della loro virtù, disertano dal posto di guardia dei loro meriti.
Lo condusse allora a Gerusalemme – sta scritto – e lo pose sul pinnacolo del Tempio.
La vanagloria è proprio fatta così; mentre uno crede di salire più in alto, vien cacciato più in basso per avere usurpato meriti troppo grandi.
E gli disse: “Se sei figlio di Dio, gettati giù di qui”.
Parola veramente diabolica, che fa tutto il possibile per precipitare l’anima umana dal luogo elevato dei suoi meriti. Non c’è nulla, infatti, che più si confaccia al diavolo, che persuadere gli uomini a precipitarsi giù.
Impara dunque anche tu a vincere il diavolo. Lo Spirito ti conduce, segui lo Spirito. Non ti ritragga la lusinga dei sensi; poiché sei pieno dello Spirito, impara a disprezzare il piacere. Se vuoi vincere, digiuna.
… Però il diavolo dimostra la sua impotenza e la sua malizia insieme, perché egli non può nuocere ad alcuno, eccettuato chi vuol buttarsi giù da sé.
Difatti colui che, abbandonando i beni celesti, fa suoi quelli terreni, precipita volutamente nel baratro di una vita caduca.
Allora il diavolo, che pur aveva sottomesso al proprio potere tutti gli uomini, quando vide che lo strale era spuntato, cominciò a sospettare che Egli fosse più che un uomo. Ma il Signore, di nuovo, non giudicò di dover compiere per far piacere al diavolo neppure i miracoli profetizzati a suo riguardo, ma, conservando intatta la maestà della sua divinità, affrontò l’astuzia del diavolo, e se questi si era servito di una citazione delle Scritture, lo volle vincere citandogli le Scritture; Dio infatti ha il potere di vincere, e la Scrittura vince per me.
Nuova Citeaux Per la promozione della cultura cistercense

