Tutte le tentazioni che gli uomini avrebbero
dovuto subire, il Signore le ha subite
per primo nella carne che ha assunto:
Egli è stato tentato perché anche noi
possiamo vincere grazie alla sua vittoria.
Origene, Commento a Luca, XXIX, 3
PRIMA LETTURA
La creazione dei progenitori e il loro peccato.
SALMO RESPONSORIALE
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R/.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. R/.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. R/.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode. R/.
SECONDA LETTURA
Dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto ed è tentato.
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Gesù è il Figlio di Dio che,
guidato dallo spirito del Padre, è condotto nel deserto
per sconfiggere, con la semplicità dell’obbedienza,
colui che aveva sconfitto l’uomo
con l’astuzia della disobbedienza.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 12, 20-36
Ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. Io quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me. (vv. 31b-32)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 10, 17-24
In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: “Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto”. (v. 21)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 5, 12-21
Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti. (v. 19)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 11, 1-6
Temo però che, come il serpente nella sua malizia sedusse Eva, così i vostri pensieri vengano in qualche modo traviati dalla loro semplicità e purezza nei riguardi di Cristo. (v. 3)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 5
Proprio per questo nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà; essendo Figlio, imparò tuttavia dalle cose che patì. (vv. 7-8)
DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 2
Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione. (v. 1)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 11
Su di lui si poserà lo spirito del Signore … La sua parola sarà una verga che percuoterà il violento; con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio. (vv. 2. 4b)
DAL LIBRO DEL PROFETA OSEA, CAP. 2, 4-25
Perciò, ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. (v. 16)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, 8, 1-16
Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova. (v. 2a)
COMMENTO PATRISTICO
GIOVANNI CRISOSTOMO
Dal Commento al Vangelo di S. Matteo, Discorso 13
Allora Gesù… riprende l’evangelista. Che vuol dire allora? Vuol dire dopo la discesa dello Spirito Santo su Gesù, dopo che si era udita dal cielo quella voce che diceva: Questi è il mio diletto Figliolo in cui io mi sono compiaciuto. Come non stupirci al vedere che lo Spirito conduce Gesù nel deserto per essere tentato? Siccome, però, Gesù venne in terra e sopportò ogni cosa per nostro insegnamento, volle anche essere condotto nel deserto e lottare con il diavolo, in modo che i battezzati, vedendosi aggrediti da più grandi tentazioni dopo il battesimo, non ne fossero turbati e non fossero colti per questo fatto dallo scoraggiamento, come accade quando ci si imbatte in qualche cosa di inatteso, ma sopportassero la prova con fermezza, considerandola un evento normale della nuova vita.
Voi avete ricevuto infatti delle armi, non per starvene in un tranquillo riposo, ma per combattere. Se Dio non impedisce le tentazioni che vi assaltano, ha le sue ragioni per farlo. In primo luogo egli desidera che voi vi rendiate conto, per diretta esperienza, di essere divenuti molto più forti. Poi vuole che conserviate il vostro equilibrio e la vostra umiltà e che la grandezza dei doni ricevuti non vi ricolmi d’orgoglio, potendo essere tuttora esposti alla prova delle tentazioni. Dio, inoltre, permette che siate tentati perché il diavolo, dubitando che voi vi siate realmente allontanati da lui, si accerti, con la prova delle tentazioni, che il vostro distacco da lui è totale.
Dio, infine, permette che il diavolo vi aggredisca affinché diventiate più forti e più solidi del ferro stesso e perché abbiate una prova evidente dei tesori che vi ha affidati. Il demonio non vi assalirebbe con tanta violenza, se non si accorgesse che siete stati elevati a un più grande onore. Proprio per questo all’inizio, il diavolo tentò Adamo, poiché lo vide godere di una grande dignità e, ancora per questo, si adirò tanto contro Giobbe, quando vide che Dio, il Signore dell’universo, lo lodava. Ma perché allora Gesù Cristo ci ha detto: Pregate affinché non cadiate in tentazione (Mt 26, 41)? Le parole di Gesù si accordano perfettamente con quanto abbiamo detto.
Risulta evidente dal Vangelo che Gesù Cristo non andò da sé stesso nel deserto, ma vi fu condotto, per l’economia della redenzione, dallo Spirito. Questo fatto ci mostra con chiarezza che non dobbiamo gettarci da noi stessi nelle tentazioni, ma che dobbiamo stare in piedi e affrontarle con coraggio quando ci imbattiamo in esse. …
E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti infine ebbe fame, offrendo così al demonio l’occasione di accostarsi, per mostrare a noi il modo di affrontare e vincere il nemico. Così fanno anche gli atleti che vogliono insegnare ai loro discepoli il modo di sconfiggere l’avversario. Combattono personalmente contro altri nelle palestre in modo che, mostrandosi ai discepoli nel combattimento, essi apprendano ciò che debbono fare per abbattere gli avversari. E questo allora avvenne. Poiché Gesù voleva attirare il diavolo alla lotta, gli mostrò che soffriva per la fame e non lo respinse quando gli si accostò.
Ma non appena il demonio lo ebbe attaccato, lo abbatté una, due, tre volte con quella facilità che gli conveniva. Noi esamineremo ogni tentazione con accuratezza nel timore di privarvi altrimenti di un grande vantaggio. Quando ebbe fame, riferisce l’evangelista, si appressò allora il tentatore e gli disse: “Se tu sei il Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane”. …
Gesù, che cosa dice? Gli risponde semplicemente: Non di solo pane vive l’uomo. È come se dicesse che Dio può, anche con una sola parola, alimentare e nutrire l’uomo che ha fame. E porta la testimonianza di un passo del Vecchio Testamento per insegnarci che né per la fame né per la sete, né per alcun’altra sofferenza, dobbiamo mai separarci da Dio. Se qualcuno dicesse che Gesù Cristo doveva fare quel miracolo, io gli chiederei: ma per quale motivo? Se il diavolo faceva quella richiesta, non era certo perché voleva credere, ma perché sperava di convincere Gesù di incredulità. In questo stesso modo ingannò i nostri antichi progenitori e dimostrò loro che non credevano molto a Dio. Fece loro delle promesse contrarie a quanto diceva Dio, li ricolmò di vane speranze, li rese infedeli e fece loro perdere i beni che allora possedevano. Gesù, invece, ci mostra come egli rifiuti al demonio e più tardi a quei giudei, che erano spinti dallo stesso spirito diabolico, di compiere i miracoli che gli venivano richiesti, sempre per insegnarci che, quand’anche fossimo in grado di compiere qualche prodigio, non dobbiamo farlo temerariamente e inutilmente; non dobbiamo mai cedere al demonio, in qualunque situazione di estrema difficoltà e necessità venissimo a trovarci. Che fa allora il diavolo? Quando si vede sconfitto e si accorge che non riesce a far compiere quanto vuole a Gesù, neppure ora che è tormentato da una fame così violenta, egli fa ricorso ad un altro artificio.
Gli dice: Se tu sei il Figlio di Dio, buttati giù; poiché sta scritto: Agli angeli suoi darà ordine a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle braccia. Perché il diavolo inizia tutte le sue tentazioni con le parole: Se tu sei il Figlio di Dio? Ciò che fece nei riguardi dei nostri primi progenitori, lo fa anche ora: allora egli parlò male di Dio, dicendo: nel momento in cui mangerete questi frutti i vostri occhi saranno aperti (Gen 3, 5); con queste parole voleva far credere che erano stati delusi e ingannati e non avevano ricavato nessun vantaggio. Così anche ora vuole indicare la stessa cosa: Invano Dio ti chiama suo figlio; t’inganna dandoti questo nome. Ma se le cose non stanno così, ebbene dacci una prova della tua potenza. E il diavolo, siccome Gesù gli aveva prima risposto citando un passo della Scrittura, porta a sua volta la testimonianza di un profeta.
Che fa allora Cristo? Non si adira né si irrita, anzi risponde con molta mitezza, ricavando ancora una volta la sua risposta dalla Scrittura. Gesù – continua l’evangelista – gli disse: Sta scritto pure: Non tenterai il Signore, Dio tuo. Perché risponde così? Con queste parole il Salvatore c’insegna che non si deve vincere il diavolo con i miracoli, ma con la pazienza ferma e invincibile e con la grandezza d’animo; ci fa capire inoltre che non dobbiamo mai fare niente per ostentazione o soltanto per vanità. …
Allora il diavolo lo trasportò sopra un monte altissimo e, mostratigli tutti i regni del mondo e la loro magnificenza, gli disse: Tutte queste cose io ti darò se prostrato mi adorerai. Ma gli rispose Gesù: Vattene, o Satana! Poiché sta scritto: Il Signore tuo Dio adorerai e a lui solo presterai culto. Gesù Cristo, vedendo che il diavolo ormai offendeva suo Padre attribuendosi ciò che appartiene a Dio e vedendo che cercava in ogni modo di essere considerato creatore di tutto, reprime il suo orgoglio, contentandosi di dirgli semplicemente vattene, o Satana!, che è più un ordine che un rimprovero. E non appena gli dice vattene, lo mette subito in fuga e il diavolo non cerca più di tentarlo.
Ma – chiederai – perché Luca dice che egli esaurì ogni sorta di tentazione? Io credo che l’evangelista Matteo, indicando queste tre tentazioni capitali, le abbia enumerate tutte, essendo comprese in queste tutte le altre. Questi sono i mali che comprendono gli innumerevoli altri peccati: l’intemperanza, la vanagloria e il desiderio di possesso. Lo spirito del male lo sapeva perfettamente e prova per ultimo con l’insaziabile avidità del possesso, considerando questo il più potente di tutti i vizi. Sebbene avesse questa tentazione già presente fin dall’inizio, la tiene in serbo per ultima, ritenendola la più micidiale di tutte le sue armi. Questa è la norma del suo assalto: tirar fuori per ultime le armi che più delle altre sembrano adatte a far cadere. Così fece un tempo contro Giobbe; così attacca ora Gesù Cristo: cominciando dapprima con i mezzi che appaiono più deboli e meno efficaci, passa in seguito all’arma più terribile.
Come possiamo noi vincere un nemico tanto temibile? Facendo come ci ha insegnato Cristo: rifugiandoci, cioè, in Dio; credendo fermamente che, quando siamo sfiniti dalla fame, Dio può nutrirci anche con una sola sua parola; non tentando Dio nei beni che abbiamo ricevuto da lui, contenti della gloria del cielo; non dando pena per la gloria umana e disprezzando sempre tutto quanto va oltre i limiti del necessario. Non c’è niente che assoggetti tanto al diavolo quanto la ricerca e l’amore delle ricchezze.
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