Benedetto da Norcia
Mentre per la data della morte di B. abbiamo - come si spiegherà in fine - un termine a quo (non prima della fine del 546), nulla di simile possediamo per quella della nascita: e papa Gregorio, nel secondo libro dei Dialogi, pressoché unica fonte nostra, nulla dice riguardo alla durata della vita di lui. Così pure, nessuna notizia o indizio possiamo addurre circa le date degli avvenimenti principali di essa vita: dobbiamo contentarci della cronologia relativa. Questa ci fa risalire con forte verosimiglianza, per la sua nascita, a 10-20 anni prima del 500: ma più di questo non si può precisare.
Si dice correntemente che B. nacque a Norcia: Gregorio però, dice genericamente "ex provincia Nursia" (o "Nursiae"): se avesse saputo che era nato proprio nella città, probabilmente avrebbe scritto: "ex urbe Nursia".
La contrada, percorsa dalla via Salaria, è montuosa: Norcia è posta a circa 6oo metri di altezza, a non grande distanza dal monte Vettore (2478 m.) la cima più alta dei Sibillini. La popolazione aveva fama di rudezza montanara: la nurcina severitas che si era già voluta riscontrare nel carattere di Vespasiano (il maggior figlio "laico" della contrada), e con cui ben si accordavano adesso gli eremi e monasteri sorti fra quelle montagne, illustrati già da monaci santi e autori di miracoli.
La famiglia di B. era di piccola nobiltà provinciale ("fiberiori genere exortus"): favola tardiva è la parentela con la "gens Anicia". La famiglia, tuttavia, fu in grado di mandare B. a Roma agli studi liberali.
S. Gregorio ci dice che B. avrebbe posseduto già da fanciullo la saggezza del vecchio, e così, crescendo, non avrebbe inclinato verso "nessuna voluttà". Impossibile dire se questi tratti risalgono ai quattro discepoli da cui Gregorio attinse, o siano invece semplice schema agiografico, impiegato poi a preparare la notizia concreta che B., "quasi appena posto il piede nel mondo, lo ritrasse" e "abbandonati gli studi letterari, la ... leggi tutto 
La Regola di San Benedetto

I. La Regola
Benché sia solo un terzo di quella del Maestro, la Regula Benedicti (RB) è una delle più lunghe che l'antichità ci abbia lasciate in eredità. Relativamente metodica e completa, spicca anche sotto questo aspetto sull'insieme delle regole antiche, che sono generalmente abbastanza frammentarie e disordinate. Queste qualità, unite ad altre che ricorderemo, fanno di essa un documento di importanza eccezionale e spiegano in parte il suo successo senza pari, che deve molto, d'altronde, all'influenza di Roma, alla biografia prestigiosa di Benedetto e alla espressa raccomandazione della sua Regula da parte di s. Gregorio (Dial. II,36).
La prima parte della RB è di carattere prevalentemente spirituale: presentazione di essa, del monastero, dell'abate e del consiglio (Prologo - c. III), catalogo delle buone opere (c. IV), trattati sulle tre virtù principali d'obbedienza, taciturnità e umiltà (c. V-VII). La seconda parte è piuttosto istituzionale e disciplinare: codici liturgico (c. VIII-XX) e penitenziale, quest'ultimo introdotto da un direttorio dei decani (c. XXI-XXX), regolamento per la vita economica, i pasti e il sonno (c. XXXI-XLII), codice dela soddisfazione (c. XLIII-XLVI), divisione del tempo fra preghiera, lettura e lavoro, comprese in quest'ultimo le uscite (c. XLVII-LII) , accoglienza degli ospiti e dei doni, i quali introducono la questione della rinuncia alla proprietà e del vestiario (c. LIII-LVII), rinnovamento della comunità sia con l'aggreegazione di nuovi membri (c. LVIII-LXIII), sia con l'insediamento d'un nuovo abate e del suo priore (c. LXIVLXV), porta, clausura e uscite (c. LXVI-LXVII), infine un'appendice riguardante soprattutto le relazioni fraterne, chiusa da un epilogo (e. LXVIIILXXIII). ... leggi tutto 
Roberto di Molesme

La nascita di Roberto avvenne con tutta probabilità tra gli anni 1028-1029. Ancora adolescente entrò nell'abbazia di S. Pietro di Celle, dove nel 1050 ca. fu nominato priore claustrale. Stimato per la santità della vita,probabilmente dopo il 1068, i monaci di S. Michele di Tonnerre lo vollero loro abate, ma egli li lasciò presto perché riluttanti ai suoi tentativi di riforma.
Nel 1073 fu richiesto dai monaci di S. Aigulfo, che erano rimasti senza priore. Con lui la fondazione dell'abbazia di Molesme avvenne alla fine del 1075. Grandissima fu la sua devozione alla Madonna. Spirò nel 1111, nella serenità del Signore, dopo tante fatiche e lotte per un ideale di santità monastica che avrà il suo trionfo in Cistercium, ma che lui, il fondatore, non poté vedere.
L'Abate Roberto era assecondato da alcuni fedeli animati da vero zelo, tra i quali S. Alberico (+1108) che nominò priore claustrale e, a sua volta, fiancheggiato dal monaco inglese S. Stefano Harding (+1134).
Tutti e due furono i suoi seguaci nella guida di tanti monasteri e risolsero tante difficoltà insieme.
(fonte: Martirologio cistercense) Cerca altro su Roberto di Molesme
Alberico

Non conosciamo nulla della sua infanzia, al punto che non siamo in grado di individuarne la data di nascita, ma conosciamo la sua esperienza religiosa e umana, all'interno del monachesimo europeo.
Ancora giovane si pose sotto la guida di San Roberto di Molesme che guidava un gruppo di religiosi nei pressi di Tonnerre. Quel luogo però era inadatto alla nascita di un monastero e perciò nel 1075 questa comunità si trasferì a Molesme, dove nacque il monastero, grazie anche a cospicue donazioni. Roberto ne fu l'abate e Alberico il priore.
Ma il clima di iniziale serenità si guastò e alcuni monaci si ribellarono, tanto che sia Roberto che Alberico si videro costretti ad allontanarsi. Non molto più tardi, però, i monaci chiesero il ritorno di Roberto e Alberico, i quali tuttavia cominciarono a trovare inadatto lo stile di vita di Molesme. Insieme ad altri monaci si recarono quindi a Cîteaux, dove nel 1098 fondarono un nuovo ordine, che da questa cittadina prese il nome di "Ordine cistercense". Alberico, devotissimo della Madonna, lo pose sotto la sua protezione.
Roberto, che del nuovo ordine monastico fu il primo abate, lasciò per ordine di papa Urbano II il monastero e gli succede Alberico, che rimane abate fino al giorno della sua morte. (fonte: Wikipedia) Cerca altro su Alberico di Cîteaux
Stefano Harding

Stefano nacque nel 1059, in una nobile famiglia sassone dal nome Harding, a Merriot paesino nei dintorni di Sherborne cittadina della contea del Dorset, nell'Inghilterra Meridionale. In età giovane ebbe modo di viaggiare molto e sembra che molto presto fu attratto dalla vita monastica entrando nella famosa abbazia benedettina di Sherborne. Qui prese i voti monastici. Ma poco tempo dopo avvenne l'invasione normanna e durante questo periodo lasciò la vita monastica e andò in Scozia. Successivamente si portò a Parigi per completare gli studi. Dopo poco tempo lo troviamo diretto a Roma per un pellegrinaggio penitenziale a motivo dell'abbandono della vita monastica; era accompagnato da un giovane chierico ed insieme avevano l'abitudine di recitare durante il cammino, l'intero salterio.
Tornando da Roma verso l'Inghilterra sostarono nell'abbazia di Molesme in Borgogna dove conobbero l'austero abate benedettino San Roberto di Molesme che stava tentando una riforma dello spirito cluniacense, ritenuto ormai poco aderente al vero spirito monastico benedettino. Egli aveva fondato proprio a Molesme nel 1075 questo monastero conferendogli particolare austerità; e tale caratteristica attrasse molto il giovane Stefano che qui decise di fermarsi. La notevole prosperità economica e le numerose filiazioni dell'abbazia di Molesme comportarono però la perdita progressiva dell'originaria austerità ed indussero l'abate Roberto con alcuni monaci tra cui Stefano, a lasciare Molesme e fondare un nuovo monastero. leggi tutto 
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