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DOMENICA V DOPO PENTECOSTE – A

LETTURA
Lettura del libro della Genesi 11, 31. 32b – 12, 5b

SALMO
Sal 104 (105)

R. Cercate sempre il volto del Signore.

EPISTOLA
Lettera agli Ebrei 11, 1-2. 8-16b

CANTO AL VANGELO
(Gv 12, 25)

VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Luca 9, 57-62

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

Autore ignoto, compagno di San Francesco d’Assisi
Sacrum commercium, 19-21 (trad. Carlo Paolazzi)

«Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo»

Così, « innamorato della tua bellezza » (Sg 8,2), o Madonna Povertà, il Figlio dell’altissimo Padre a te sola si unì strettamente nel mondo e ti conobbe per prova fedelissima in ogni cosa. Prima ancora che dallo splendore della sua patria Egli venisse sulla terra tu gli preparasti una abitazione degna, un trono su cui sedersi e un talamo dove riposare, cioè la Vergine poverissima dalla quale Egli nacque a risplendere su questo mondo. A lui appena nato con sollecitudine corresti incontro, perché egli trovasse in te, e non nelle mollezze, un posto che gli fosse gradito. Fu deposto, dice l’evangelista, « in una mangiatoia, perché non c’era posto per lui nell’albergo » (Lc 2,7). Allo stesso modo, senza mai separarti da lui, l’hai sempre accompagnato, tanto che in tutta la sua vita, quando apparve sulla terra e visse fra gli uomini, mentre « le volpi avevano le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, egli però non aveva dove posare il capo ». E in seguito quando egli, che un tempo aveva dischiuso la bocca dei profeti, aprì la sua bocca per insegnare, te per prima volle lodare, te per prima esaltò con le parole: « Beati i poveri in ispirito, perché di essi è il regno dei cieli ! » (Mt 5,3) Quando poi dovette scegliere per la salvezza del genere umano alcuni testimoni della sua santa predicazione e del suo glorioso genere di vita, non scelse già dei ricchi mercanti, ma dei poveri pescatori, per mostrare, con tale attestazione di stima, che tu devi essere amata da tutti. Infine, perché a tutti fosse manifesta la tua bontà, la tua magnificenza, la tua fortezza e la tua dignità, ed apparisse che tu sei la prima di tutte le virtù, e che nessuna virtù può esistere senza di te, e che il tuo regno non è di questo mondo, ma del cielo, tu sola rimanesti unita al Re della gloria quando tutti coloro che egli aveva prescelto ed amato, vinti dalla paura, lo abbandonarono. Ma tu, sposa fedelissima e dolcissima amante, neppure per un momento ti allontanasti da Lui, anzi proprio allora ti aggrappavi a lui con più forza, quando lo vedevi maggiormente disprezzato da tutti… Tu sola lo consolavi. « Fino alla morte, e alla morte di croce » (Fil 2,8), tu non l’hai abbandonato. E persino sulla croce, il corpo ignudo, le braccia stese, le mani e i piedi conficcati al legno, tu soffrivi con lui, e nulla appariva in lui che gli desse maggior gloria di te.

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