DOMENICA II DOPO PENTECOSTE

LETTURA
Lettura del libro del Siracide 17, 1-4. 6-11b. 12-14

SALMO
Sal 103 (104)

R. Benedici il Signore, anima mia!

EPISTOLA
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 1, 22-25. 28-32

CANTO AL VANGELO
(Cfr Mt 5, 48)

VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Matteo 5, 2. 43-48

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

GREGORIO DI NAREK
Libro di preghiere, n° 74 ; SC 78, 389

Perfetti sono i figli nel Figlio, i cristiani che tutto ricevono dal Padre, la pienezza della vita, della pace, della felicità. Ancora Benedetto XVI ci aiuta a comprendere, attraverso le parole dell’Enciclica “Deus caritas est”: “Egli per primo ci ha amati e continua ad amarci per primo; per questo anche noi possiamo rispondere con l’amore. Dio non ci ordina un sentimento che non possiamo suscitare in noi stessi. Egli ci ama, ci fa vedere e sperimentare il suo amore e, da questo « prima » di Dio, può come risposta spuntare l’amore anche in noi…. Si rivela così possibile l’amore del prossimo nel senso enunciato dalla Bibbia, da Gesù. Esso consiste appunto nel fatto che io amo, in Dio e con Dio, anche la persona che non gradisco o neanche conosco. Questo può realizzarsi solo a partire dall’intimo incontro con Dio, un incontro che è diventato comunione di volontà arrivando fino a toccare il sentimento. Allora imparo a guardare quest’altra persona non più soltanto con i miei occhi e con i miei sentimenti, ma secondo la prospettiva di Gesù Cristo. Il suo amico è mio amico. Al di là dell’apparenza esteriore dell’altro scorgo la sua interiore attesa di un gesto di amore, di attenzione, che io non faccio arrivare a lui soltanto attraverso le organizzazioni a ciò deputate, accettandolo magari come necessità politica. Io vedo con gli occhi di Cristo e posso dare all’altro ben più che le cose esternamente necessarie: posso donargli lo sguardo di amore di cui egli ha bisogno”.

Ecco, l’amore è un dono di Dio che possiamo sperimentare in ogni istante della nostra vita. E- la libertà autentica, che non ingabbia i rapporti nelle regole di una misera economia dei sentimenti. L’eros dei pagani è passione, è sentimento che si esaurisce nel perimetro del contraccambio, che evapora quando l’altro non corrisponde al nostro affetto secondo quanto ci aspettiamo. L’amore di Dio è un amore che non calcola, non progetta: Dio ama e basta. Anche ora, che siamo nemici di Dio, nei pensieri, nelle parole, negli sguardi. Riflettiamo bene, cosa abbiamo pensato di quel collega? Come abbiamo guardato quella ragazza sull’autobus? E potremmo continuare. E Dio? Dio ci ama, ci perdona, di dona la sua vita. Ci dona Cristo, ora, completamente, perfettamente. Accoglierlo giorno per giorno è compiere questo Vangelo. E’ la perfezione dell’amore, essere uno con Gesù. Semplicemente, perché si compia in noi lo straordinario per il quale siamo nati: l’amore celeste compiuto nella nostra debolezza. Amare straordinariamente il marito, la moglie, i figli, il fidanzato, l’amico. Straordinariamente, oltre i confini dell’ordinario: l’amore sino alla fine dell’altro, dove termina la sua dolcezza, la sua simpatia, la sua bellezza e iniziano i difetti, l’insopportabilità, i peccati. Amare sino a dove ci ha amato Dio, perché in quell’amore siamo stati uniti a Lui indissolubilmente, per sempre. L’amore che, come pioggia, scende sull’altro, sia come sia, che sorge come sole di giustizia ogni giorno; amore che si fa preghiera che intercede desiderando il bene autentico dell’altro, l’incontro decisivo ed eterno con Cristo.

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Vedi anche

IV DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Tu sei, o Dio, la mia protezione,
il mio rifugio, la salvezza della mia vita.
Tu sei la mia forza e la mia difesa;
nel tuo nome mi guidi e mi sostieni.
Sal 30 (31), 3-4