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17.a Domenica del T. O. – A

PRIMA LETTURA
1Re 3,5.7-12

Hai domandato per te la sapienza.

SALMO RESPONSORIALE
Sal 118

R. Quanto amo la tua legge, Signore!

SECONDA LETTURA
Rm 8,28-30

Ci ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo.

CANTO AL VANGELO
(Mt 11,25)

VANGELO
Mt 13,44-52

Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Lo Spirito Santo è il tesoro
che il Signore risorto ha nascosto nel campo di Dio
che è la Chiesa.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 7, 37-39
Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: “Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno”. Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui. (vv. 38-39a)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14, 1-24
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. (vv. 16-17)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 20, 19-23
[Gesù risorto] alitò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo”. (v. 22)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 2
Essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi. (v. 4)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 8
Voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. (v. 9a)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 3, 5-23
Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? (v. 16)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 7, 1-9, 18
Essa [la sapienza] è un tesoro inesauribile per gli uomini; quanti se lo procurano si attirano l’amicizia di Dio, sono a lui raccomandati per i doni del suo insegnamento. (v. 14)

DAL LIBRO DI BARUC, CAP. 3, 9-4, 4
Egli [Dio] ha scrutato tutta la via della sapienza e ne ha fatto dono a Giacobbe suo servo, a Israele suo diletto. (v. 37)

DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 36
Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. (vv. 26-27)

DAL LIBRO DEL PROFETA GIOELE, CAP. 3, 1-5
Dopo questo, io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. (v. 1)

COMMENTO PATRISTICO

S. GREGORIO MAGNO
Dall’Omelia XI, passim

Il regno dei cieli, fratelli carissimi, vien detto simile a cose di questo mondo, perché lo spirito, da ciò che conosce, sappia portarsi sino alle realtà che gli restano ignote; sull’esempio delle cose visibili si elevi alle invisibili e – scosso da ciò che ha appreso con l’esperienza – si infervori, così da apprendere ad amare le realtà invisibili come sa legarsi con affetto a quelle che conosce visibilmente. Il regno dei cieli viene infatti paragonato a un tesoro nascosto in un campo, che un uomo trova e nasconde; poi pieno di gioia, va, vende tutto ciò che possiede e compra quel campo. In questa vicenda occorre notare che il tesoro trovato viene nascosto per essere custodito, e ciò significa che chi non lo tiene lontano dalle lodi umane non difende a sufficienza l’impegno nel desiderare le cose celesti. Nella vita presente noi siamo come su una via, incamminati verso la patria. Gli spiriti maligni insidiano però il nostro viaggio – come dei ladri –, e chi, compiendolo, mostra a tutti il suo tesoro è come se volesse venire depredato. Dico questo, non perché il prossimo resti impedito di vedere le nostre opere buone, dato che sta scritto: Vedano le vostre opere buone e diano gloria al Padre vostro che è nei cieli (Mt 5, 16), ma perché non ci capiti di cercare lodi umane per il bene che facciamo. Le opere che compiamo in pubblico siano tali da non togliere dal riserbo le relative intenzioni, così da offrire al prossimo l’esempio di azioni oneste, col desiderio però che ne rimanga il segreto, dato che la nostra intenzione è di piacere solo a Dio. Il tesoro raffigura infatti il cielo, che desideriamo; il campo, nel quale è nascosto il tesoro, l’impegno nel tendere a quella meta. Acquista in verità quel campo, dopo aver venduto tutto, chi rinunciando alle voluttà della terra, reprime ogni desiderio terreno nell’impegno ascetico per la patria celeste, in modo da non gustare più ciò che la carne blandisce né che lo spirito provi ripulsa per ciò che danneggia la vita terrena.
Il regno dei cieli è anche paragonato a un mercante che, in cerca di perle buone, ne trova una preziosa e la compra dopo aver venduto tutto ciò che possedeva.
Chi infatti ha perfettamente conosciuto, per quanto ciò è possibile, la dolcezza della vita in Dio, si stacca volentieri da tutto ciò che amava sulla terra. Al confronto, tutto perde valore: egli rinuncia a ciò che possiede, dona ciò che ha accumulato mentre il suo animo si infervora al pensiero delle realtà celesti, non sente attrattiva per i beni della terra e gli sembra deforme ciò che prima lo attraeva nella bellezza esteriore, perché nella sua mente rifulge solo lo splendore della perla preziosa. Del trasporto per essa, giustamente Salomone esclama: L’amore è forte come la morte (Ct 8, 6), perché, come la morte annienta il corpo così l’amore per la vita divina spegne gli affetti verso i beni della terra. Chi infatti è totalmente preso da questo amore diventa come insensibile ai desideri delle cose esterne e terrene. …

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13° Domenica del T.O. – A

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S. Agostino, Discorso 349, 5