NOVITÀ

16.a Domenica del T.O. – A

PRIMA LETTURA
Sap 12,13.16-19

Dopo i peccati, tu concedi il pentimento.

SALMO RESPONSORIALE
Sal 85

R. Tu sei buono, Signore, e perdoni.

SECONDA LETTURA
Rm 8,26-27

Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili.

CANTO AL VANGELO
(Mt 11,25)

VANGELO
Mt 13,24-43

Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura.

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Le parabole sono l’invito di Gesù
a fissare lo sguardo sulla Chiesa,
popolo che Dio ha scelto, per vedere in essa
la mirabile opera della salvezza divina.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 13, 34-35
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri. (v. 35)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 5, 13-16
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli. (vv. 14. 16)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 10, 1-13
Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. (v. 11)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 2-3
Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro. (v. 1b)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 21
Vidi la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. (v. 2)

SALMO 107 (106)
Chi è saggio osservi queste cose e comprenderà la bontà del Signore. (v. 43)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 5, 1-7
Canterò per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna. (v. 1a)

DAL LIBRO DELLE LAMENTAZIONI, CAP. 3
Sono diventato lo scherno di tutti i popoli, la loro canzone d’ogni giorno. (v. 14)

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 7, 1-16
Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti. (v. 7a)

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 29
Diranno, dunque, tutte le nazioni: Perché il Signore ha trattato così questo paese? Perché l’ardore di questa grande collera? E si risponderà: Perché hanno abbandonato l’alleanza del Signore, Dio dei loro padri: l’alleanza che egli aveva stabilita con loro, quando li ha fatti uscire dal paese d’Egitto. (vv. 23-24)

COMMENTO PATRISTICO

S. GIOVANNI CRISOSTOMO
Dal Vangelo secondo S. Matteo, Discorso 46, 1-2

Questo è proprio del sistema diabolico, che consiste nel mescolare l’errore e la menzogna alla verità, in modo che, sotto la maschera ben colorata della verosimiglianza, l’errore possa apparire verità e possa facilmente sorprendere e ingannare coloro che non sanno resistere alla seduzione, o non comprendono l’insidia. Ecco perché Gesù chiama il seme del demonio zizzania e non con altro nome, poiché quest’erba è assai simile, in apparenza, al frumento. E subito dopo ci indica il modo in cui il diavolo attua i suoi tranelli e coglie le anime di sorpresa.
Or mentre gli uomini dormivano: queste parole mostrano il pericolo cui sono esposti coloro che hanno la responsabilità delle anime, ai quali in particolare è af fidata la difesa del campo; non solo però costoro, ma anche i fedeli. Cristo precisa inoltre che l’errore appare dopo lo stabilirsi della verità, come anche l’esperienza dei fatti può testimoniare. Dopo i profeti sono apparsi gli pseudoprofeti, dopo gli apostoli i falsi apostoli, e dopo Cristo l’anticristo. Se il demonio non vede che cosa deve imitare, o a chi deve tendere le sue insidie, non saprebbe in qual modo nuocerci. Ma ora che ha visto la divina seminagione di Gesù fruttificare nelle anime il cento, il sessanta e il trenta per uno intraprende un’altra strada; poiché si è reso conto che non può strappare ciò che ha radici ben profonde, né può soffocarlo e neppure bruciarlo, allora tende un altro insidioso inganno, spargendo la sua semente.
Ma quale differenza vi è – mi chiederete – tra coloro che in questa parabola dormono e coloro che, nella parabola precedente sono raffigurati nella via? Nel caso di coloro che sono simboleggiati nella via il seme è portato via immediatamente dal maligno, che non gli dà il tempo di mettere radici; mentre in quelli che dormono il grano ha messo radici e allora il demonio deve intervenire con una più elaborata macchinazione.
Cristo dice ciò per insegnarci a vigilare continuamente perché – egli ci avverte – quand’anche riusciste a evitare quei danni cui è sottoposta la semente, non sareste ancora al sicuro da altri pericolosi assalti.
Come là il seme si perde e lungo la via, ora sul suolo roccioso, o tra gli spini, così anche qui la rovina può derivare dal sonno; perciò siamo obbligati a una vigilanza continua. Infatti Gesù ha detto pure che si salverà chi avrà perseverato sino alla fine (Mc 4, 33). …
Ma osserverete: Com’è possibile fare a meno di dormire?
Certo non è possibile, se ci si riferisce al sonno del corpo: ma è possibile non cadere nel sonno della volontà. Per questo anche Paolo diceva: Vigilate e restate costanti nella fede (1 Cor 13, 16).
Cristo rappresenta questa seminagione del demonio non soltanto come un’opera dannosa, ma anche come un atto del tutto superfluo. Quando il campo è stato ben coltivato e non manca più niente per avere un ottimo raccolto, allora il diavolo semina la zizzania. Proprio questo fanno gli eretici, i quali diffondono il loro veleno, per nessun altro motivo se non per vanagloria.
E non solo con tali parole, ma anche con queste altre il Signore descrive accuratamente tutta la scena: Ma quando il grano fu cresciuto – egli dice – e portò frutto, allora apparve anche zizzania. Proprio questo è il comportamento degli eretici: agli inizi si nascondono nell’ombra, ma, non appena hanno acquistato maggiore fiducia e qualcuno dà loro la parola, allora versano il loro veleno. …

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