13° Domenica del T.O. – A

PRIMA LETTURA
2Re 4,8-11.14-16

Costui è un uomo di Dio, un santo, si fermi da noi.

SALMO RESPONSORIALE
Sal 88

R. Canterò per sempre l’amore del Signore.

SECONDA LETTURA
Rm 6,3-4.8-11

Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti con lui: camminiamo in una vita nuova.

CANTO AL VANGELO
(Cf 1 Pt 2, 9)

VANGELO
Mt 10,37-42

Chi non prende la croce non è degno di me. Chi accoglie voi, accoglie me.

PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

PERCORSO ESEGETICO

Chi segue il Signore Gesù,
avendolo riconosciuto come Figlio di Dio,
cammina in maniera degna della vocazione ricevuta
amando il Padre che è nei cieli
al di sopra di ogni rapporto umano.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 59-70
Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”. (vv. 68-69)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 4, 18-22
Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono. (v. 22)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 12, 46-50
Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre. (v. 50)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 19, 27-30
Pietro prendendo la parola disse: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?”. (v. 27)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 9, 57-62
Un altro disse: “Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa”. Ma Gesù gli rispose: “Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio”. (vv. 61-62)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 4, 1-16
Vi esorto dunque io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. (vv. 1. 6)

SALMO 45 (44)
Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; al re piacerà la tua bellezza. Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui. (vv. 11-12)

DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 12, 1-19
Il Signore disse ad Abram: “Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò”. (v. 1)

DAL LIBRO DELL’ESODO, CAP. 32, 1-29
Mosè disse [ai figli di Levi]: “Ricevete oggi l’investitura dal Signore; ciascuno di voi è stato contro suo figlio e contro suo fratello, perché oggi Egli vi accordasse una benedizione”. (v. 29)

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 6, 1-13
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. (vv. 4-5)

COMMENTO PATRISTICO

S. GIOVANNI CRISOSTOMO
Dal Commento al Vangelo di S. Matteo, Discorso 35, 2-3

Chi fa risparmio della sua vita la perderà; chi invece la perde per causa mia, la ritroverà. Vedete quale danno subiscono coloro che amano troppo la loro vita, e quale guadagno ottengono coloro che sanno disprezzarla e perderla? Poiché Cristo comanda ai suoi apostoli cose tanto difficili, come la rinunzia ai genitori, ai figli, alla natura, alla parentela, a tutti i beni, a tutti gli affetti terreni e alla vita stessa, stabilisce anche una ricompensa, che è grandissima. Ciò a cui vi sottoponete – egli dice – non solo non vi danneggerà ma, al contrario, vi arrecherà un immenso vantaggio tanto che il peggior male che potrebbe capitarvi sarebbe proprio rinunziare a soffrire tutte queste tribolazioni.
Ripetendo un’argomentazione che gli è familiare, si serve dei loro desideri per persuaderli e stimolarli. Perché non volete rinunziare alla vostra vita? Non è forse perché l’amate? Ebbene, egli conclude, se l’amate, disprezzatela, perché allora le gioverete immensamente e dimostrerete veramente di amarla.
Ammirate, dunque, la sapienza ineffabile di Cristo. Egli non parla soltanto delle rinunzie ai genitori, ai figli, ma aggiunge anche la rinunzia alla propria vita, che è la cosa più intima e familiare all’uomo, per far intendere senza dubbio alcuno che, se essi salvano la loro vita disprezzandola, gioveranno moltissimo anche ai genitori e ai parenti dato che accade la stessa cosa all’anima che è la più preziosa e necessaria di tutte le realtà. Tali argomenti erano ben suscettibili di convincere gli uomini ad accogliere degnamente nelle loro case gli apostoli, i quali potevano loro procurare beni tanto grandi. Chi non avrebbe accolto con grande desiderio e gioia questi uomini così valorosi e coraggiosi che come leoni percorrevano ogni contrada e disprezzavano la propria vita e tutti i loro beni per salvare gli altri?
Ma Gesù propone un’altra ricompensa, con la quale mostra che egli a questo proposito si preoccupa di più per coloro che accoglieranno gli apostoli che per gli apostoli stessi. Comincia questo nuovo argomento, mostrando subito quale premio otterrà colui che aprirà loro la sua casa: Chi accoglie voi, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato.
V’è qualcosa di più grande che ricevere nelle nostre case Gesù Cristo e il Padre?
Gesù tuttavia promette anche un’altra ricompensa, aggiungendo: Chi accoglie un profeta appunto perché profeta, avrà mercede da profeta; e chi accoglie un giusto appunto perché giusto, avrà mercede da giusto. Poco prima aveva minacciato una pena contro coloro che avrebbero rifiutato di accogliere gli apostoli; qui promette invece un’elargizione di beni a quanti li accoglieranno. E, per sottolineare esplicitamente che egli si preoccupa soprattutto di quanti accoglieranno i suoi discepoli, non si limita a dire chi accoglie un profeta e chi accoglie un giusto, ma aggiunge appunto perché profeta e appunto perché giusto. Parole, queste, che tolgono di mezzo ogni considerazione di interesse e di profitto, in quanto il profeta e il giusto devono essere accolti solo perché tali e non per i vantaggi che possono arrecare a chi li ospita. Costui, dice Gesù, riceverà la mercede del profeta e del giusto, cioè la ricompensa che ragionevolmente spetta a chi riceve tali uomini, oppure la ricompensa che questo profeta e questo giusto riceveranno da Dio. Qualcosa di analogo afferma Paolo, quando dice ai Corinti: Il vostro superfluo compensi la loro indigenza, affinché il loro superfluo supplisca alla vostra indigenza (2Cor 8, 14).
E per evitare infine che qualcuno si sottragga al dovere di accogliere gli apostoli adducendo la propria povertà, dice: E chi darà un solo bicchiere di acqua fresca a uno solo di questi piccoli appunto perché è discepolo, in verità vi dico che non perderà la sua ricompensa.
Se avrete dato anche un solo bicchier d’acqua fresca, il che non vi costa niente, otterrete ugualmente la ricompensa. Per voi, infatti, che accogliete i miei discepoli, io sono disposto a far tutto.
Osservate quante ragioni Gesù ha addotto per convincere gli uomini a ricevere i suoi apostoli, e come ha aperto a questi tutte le case di ogni paese, dimostrando che tutti gli uomini saranno loro debitori?
Cristo enumera nove motivi: il primo è espresso dalle parole secondo cui l’operaio ha diritto al suo salario. Il secondo consiste nel fatto che egli li invia senza niente. II terzo è che egli li espone a ogni genere di battaglie e di pericoli per il bene di coloro che li accoglieranno. Il quarto sta nel fatto che dona ad essi il potere di compiere miracoli. Il quinto, è che, grazie alla loro parola, la pace, causa di ogni bene, entrerà nelle dimore ove saranno accolti. Il sesto è rappresentato dalla minaccia, che egli pronunzia, di punire chi non li accoglierà più severamente di quanto sono stati puniti gli abitanti di Sodoma.
Il settimo è dato dall’assicurazione che chiunque riceverà gli apostoli, riceverà Gesù stesso e il Padre.
L’ottavo è che Cristo promette a chi li accoglierà la mercede del profeta e del giusto. Infine, il nono è costituito dal fatto che egli assegnerà grandi ricompense anche per un bicchiere d’acqua fresca dato ai suoi discepoli. In effetti, basterebbe una sola di queste ragioni per indurre gli uomini a ricevere con gran gioia nella loro casa i discepoli di Cristo. Chi, infatti, non accoglierebbe nella sua casa il comandante di un esercito che torna dalla guerra, coperto di ferite e di sangue e carico di molti trofei, e non gli aprirebbe tutte le porte della sua dimora?

Vedi

Download diretto

FileDim.
pdf 13° Domenica del T.O. - A - 2017203 KB

Vedi anche

V DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

Signore, ascolta la mia voce!
Di te il mio cuore ha detto: «Cerca il suo volto!».
Io cercherò il tuo volto, Signore; non ti celare mai!
Sal 26 (27), 7-9a

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi